Due pietre d’angolo del pensiero critico contemporaneo

lunedì 2 marzo 2026


Il 12 febbraio Dario Antiseri ha risposto alla chiamata dell’eternità; lo scorso 10 gennaio Nicola Matteucci avrebbe compiuto il centenario.

Entrambi filosofi, storici della filosofia, orientati alla scienza politica, nei rispettivi cinquantenni, a cavallo tra i due secoli, hanno costituito punti di riferimento, tra i più significativi, del liberalismo.

Personaggi sapienti, nell’accezione greca di sophia, accoppiavano ad una profonda conoscenza teoretica la pragmaticità del divulgatore e l’empatia del maestro. Da qui il seguito, gli estimatori e i tanti allievi che riconoscono capacità intellettuale e spessore umano nei due filosofi, considerati capiscuola di quel pensiero affascinante non facile da divulgare e ancor meno da interiorizzare che seguiamo e chiamiamo liberalismo.

Antiseri amava parlarne e definire le idee – le sue – fuori dal coro. Si considerava e capiva di essere un pensatore scomodo quanto mai lontano ed estraneo da schieramenti partitici, fallibilista nel pensiero filosofico e scientifico.

Cattolico entusiasta di Pascal e del teologo-filosofo Kierkegaard, ammiratore del cardinale Joseph Ratzinger, conosciuto da giovanissimo; forse bastano queste indicazioni per inquadrarlo, ammirandolo, fuori dal coro.

E poi Popper, il suo amico Karl, quanta fatica per arrivare, solo nel 1973, alla pubblicazione in Italia dei primi scritti dell’austriaco, La Società aperta e i suoi nemici, Armando Editore. Poi il diluvio di pubblicazione popperiane, con la popolarità del concetto del razionalismo critico, per certi versi ed ambienti, più di sapore modaiolo che di un pensiero pensato.

Il rigore intellettuale di Antiseri si è spinto fino a chiedere, a parte dell’intellighenzia cattolica, le ragioni dell’acerba contrapposizione verso gli esponenti della Scuola austriaca, che pur hanno condiviso l’antico riconoscimento della precaria fallibilità umana, presupposto del pensiero liberale, colonna del Tomismo e dello stesso pensiero cristiano.

Un cattolico liberale, un laico la cui costante preoccupazione è stata: “Il prezzo della libertà è l’eterna vigilanzae quindi non è sufficiente proclamarsi liberale per esserlo. Il liberalismo, certezze comuni con Matteucci, avversa monopoli pubblici, privati e lo statalismo, è per il libero mercato e riconosce l’utilità della competizione.

Su questi aspetti, è esemplare l’impegno di Antiseri, durato anni, per l’introduzione del “buono-scuola”, diligenza dilapidata in quanto la percezione diffusa e il sistema politico considerano la scuola missione e patrimonio statale, anche se da ampi strati è valutata scarsamente afferente ad un’efficace e seria struttura educativa.

Il pervicace statalismo che inficia il sistema scuola e la vocazione educativa di tanti, nel tempo, ha prodotto innumerevole, accorte e convincenti prese di posizione sul pluralismo scolastico: da Stuart Mill a Luigi Sturzo, Gaetano Salvemini, Bertrand Russell, Karl Popper, Milton Friedman, ideatore del buono-scuola, a von Hayek. Ne ricordiamo ancora uno, Luigi Einaudi con la sua lucida visione: “Attraverso tentativi ed errori ognora rinnovati, abbandonati e ripresi, le nuove generazioni accorreranno di volta in volta alle scuole le quali avranno saputo conquistarsi reputazione più alta di studi severi e di dottrina sicura”.

Innumerevoli i riconoscimenti e gli attestati per Dario Antiseri e il suo liberalismo, perfino dall’Università statale di Mosca che, nel 2002, lo ha insignito della laurea honoris causa per le sue ricerche nell’ambito del pensiero contemporaneo e, in special modo, per i suoi contributi su tematiche di epistemologia e metodologie delle scienze sociali.

Società Libera ama ricordare, tra l’altro, che Dario Antiseri lo abbiamo premiato nel 2003, prima edizione del Premio Internazionale alla Libertà, con la motivazione: “Agli innovativi studi di epistemologia e di teoria politica ha da sempre associato un’intensa e feconda attività di organizzatore culturale. Il premio, oltre che allo studioso è anche un riconoscimento al continuatore   della tradizione italiana del “cattolicesimo liberale”.

Naturalmente ritorneremo ancora su Nicola Matteucci, tra l’altro, straordinario Presidente del nostro Comitato Scientifico.

Caro Dario, ti abbiamo stimato ora continueremo a leggerti e onorarti.

(*) Direttore Società Libera


di Vincenzo Olita (*)