Cuore over 65: dalla prevenzione al bisturi (Video)

venerdì 27 febbraio 2026


Edizione speciale Medicina a km 0

Dopo i 65 anni il cuore non è solo un organo da controllare: è un equilibrio da proteggere. Pressione arteriosa, colesterolo, glicemia, peso, tono muscolare, stato emotivo. Ogni parametro racconta una parte della storia clinica di una persona che invecchia, ma che oggi può farlo con strumenti di prevenzione e cura sempre più efficaci.

“Non esiste un’età in cui la pressione alta diventa normale”, sottolinea il dottor Christian Colizzi, cardiologo. Negli over 65 i target possono essere personalizzati, ma valori stabilmente sopra i 140/90 mmHg meritano sempre attenzione. Il vero errore è sottovalutare la variabilità pressoria e non misurare correttamente i valori a casa. Riposo prima della misurazione, braccio all’altezza del cuore, niente caffè o fumo: piccoli dettagli che fanno la differenza, come misurare per tre volte, possibilmente con il misuratore manuale, e poi fare una media. 

Quando la prevenzione non basta e la patologia evolve, entra in gioco la cardiochirurgia. “Oggi l’età anagrafica non è più una controindicazione assoluta”, spiega il professor Massimo Massetti ˗ direttore del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari della Fondazione Policlinico A.Gemelli di Roma ˗ “Valutiamo fragilità, comorbidità, autonomia. Le tecniche mini-invasive e transcatetere hanno ridotto rischi e tempi di recupero”. Dal bypass alla sostituzione valvolare, il tavolo operatorio è sempre più personalizzato.

Ma il cuore non è solo muscolo. “Depressione, ansia e solitudine incidono in modo significativo sul rischio cardiovascolare", evidenzia il dottor Simone Pallottino. “Lo stress cronico altera i livelli pressori e aumenta l’infiammazione sistemica. Dopo un infarto, fino a un paziente su tre può sviluppare sintomi depressivi che compromettono l’aderenza alle terapie”. Curare il cuore significa anche intercettare il disagio psicologico.

La professoressa Alessia Rabini, fisiatra, richiama invece il ruolo del movimento: “L’attività fisica è una terapia. Camminare 30 minuti al giorno riduce il rischio cardiovascolare, ma dopo un evento cardiaco serve un programma riabilitativo strutturato. Monitorare frequenza cardiaca e pressione durante l’esercizio è fondamentale”. Non solo aerobica: anche il lavoro di forza contrasta la sarcopenia, fattore spesso trascurato negli anziani.

A tavola si gioca un’altra partita decisiva. “La dieta mediterranea resta il modello di riferimento”, afferma la dottoressa Valentina Di Giovanni, biologa nutrizionista. “Ridurre il sale, privilegiare fibre, legumi, pesce e olio extravergine d’oliva aiuta a controllare pressione e colesterolo. Attenzione però alle etichette: molti prodotti industriali nascondono sodio e zuccheri”. Anche l’idratazione, spesso trascurata negli over 65, incide sull’equilibrio pressorio.

L’obiettivo non è solo vivere più a lungo, ma evitare disabilità e perdita di autonomia.

Il messaggio è chiaro: dopo i 65 anni la salute cardiovascolare non si affida al caso. Si costruisce ogni giorno, tra prevenzione, monitoraggio dei parametri, stile di vita e, quando necessario, intervento specialistico. Dal misuratore di pressione alla sala operatoria, il cuore maturo chiede attenzione, competenza e un lavoro di squadra.

Il confronto è avvenuto con un collegamento dalla Casa di Riposo Flaminia Domus, dove due residenti di 80 e 91 anni hanno raccontato la loro quotidianità fatta di terapie complesse: “Prendiamo anche 15 farmaci al giorno, tutti prescritti dal nostro medico, come succede a molti alla nostra età”. Una testimonianza che ha acceso i riflettori sul tema della politerapia e sulla necessità di un coordinamento attento tra specialisti.

È intervenuto anche il professor Alessandro Masella, già primario di pronto soccorso dell'Ospedale di Civita Castellana e oggi tra i comproprietari della struttura, che ha sottolineato l’importanza di una presa in carico multidisciplinare dell’anziano fragile: “La vera sfida non è solo curare la singola patologia, ma armonizzare terapie, controlli e qualità della vita”.


di Vanessa Seffer