Domenico, due cuori, la scienza e la vita

lunedì 23 febbraio 2026


“Non dovevi diventare notizia, dovevi diventare grande”. La frase spicca su uno striscione in via Circumvallazione a Nola, davanti all’abitazione di Patrizia Mercolino e Antonio Caliendo, i genitori del piccolo Domenico, il bimbo di due anni e quattro mesi deceduto all’ospedale Vincenzo Monaldi di Napoli all’alba di sabato 21 febbraio. È una processione di persone che lasciano fiori, cuoricini, peluche perché Domenico è diventato “il figlio di tutti”. Tra giovedì e venerdì si svolgeranno i funerali, a Nola, in cattedrale, appena saranno concluse le fasi dellautopsia per verificare l’iter di questo dannato trapianto cardiaco, che invece di dare un cuore nuovo a Domenico si è concluso con una catena di errori e l’immane tragedia. A officiare probabilmente sarà il cardinale di Napoli Domenico Battaglia, che ha dato le ultime carezze al bimbo e ha pregato fino all’ultimo insieme alla madre. “Mi sento molto vicino a questa piccola anima – ha detto il prelato – anche perché abbiamo lo stesso nome. Sarò vicino alla mamma, una donna piena di coraggio, che sta soffrendo”. Il cardinale ha citato le parole del Vangelo di Marco, confide surge vocat te, “coraggio, alzati, ti chiama”, invocazione che irrompe nella cronaca al di là delle congetture, ora che la tecnologia avanzata, la medicina, le cure, gli ospedali, sanitari e infermieri sono sotto la dura lente del giudizio. Cosa possiamo e dobbiamo credere per Domenico se non che la grazia della vita eterna?

I fatti confliggono. Da una parte la medicina capace oggi di aggiustare il corpo umano, di donarci organi che possono prolungare l’esistenza terrena, di fornire a bimbi piccolissimi trapianti tali da cambiare il corso del destino. E poi lo studio delle malattie rare, gli interventi a livelli sempre più sofisticati, genetici, per migliorare, correggere, guarire. Non sempre la medicina è risolutiva. Le mancanze commesse su Domenico sono oggetto di indagine della magistratura. Gravi, gravissime, sia per i disperati genitori e sia per la comunità trafitta e insorta. Ci sono sei indagati per omicidio colposo. L’errore madornale sembra sia iniziato all’ospedale Centrale di Bolzano al momento della conservazione per il trasporto del cuoricino per Domenico. Ma è altrettanto terrificante sapere che il bambino versava ormai espiantato sul tavolo operatorio del Monaldi di Napoli quando i cardiochirurghi hanno ravvisato che l’organo era compromesso. Due cuori e una creatura senza più la sede della sua anima e quel battito che non ha mai ripreso. Dov’era Domenico, il nascente, in quei lunghi momenti? Il figlio della natura, l’essere supremo, intangibile e senza fine, dove agiva la persona umana che per 50 giorni è rimasta attaccata tra grovigli di fili e dispositivi alla macchina Ecmo, che sposta all’esterno la circolazione corporea?

Sono interrogativi non superflui e non solo confinati nello spirito. Le tecnologie ci spingono a riflettere sempre più segnatamente sulle relazioni tra natura e tecnica per risolvere non solo il nodo della fede per i credenti, ma anche le relazioni tra umano e scienza. Per questo la citazione dal Vangelo di Marco del cardinale Battaglia non è solo una omelia. “Coraggio, alzati, ti chiama”. Almeno io voglio sperarlo, voglio pensarlo che per ogni figlio che va nell’altra dimensione vi sia quella parte della natura superiore che chiama e infonde l’energia potente dell’universo. Questa è la scienza che vorremmo approfondire. Qui, ora, si consumerà il rito funebre, il dolore, la commozione, la perdita, che sfocerà nel grande dibattito giuridico, perché è giusto siano individuati errori, cause, responsabilità, eventi e colpe. I genitori di Domenico hanno già pensato a una Fondazione, affinché la tragica vicenda possa trasformarsi nello sviluppo di progetti di sostegno, assistenza e studio per casi simili. La premier Giorgia Meloni ha seguito commossa gli sviluppi, ha parlato con la mamma e ha dato il suo appoggio. La trasmissione di Paolo Del Debbio, 4 di sera, ha insistito sulla chiamata ai telespettatori per partecipare alla raccolta fondi necessari alla famiglia sia per le spese giudiziarie e sia per le attività future. Che il proposito non si fermi solo ai processi, perché la relazione tra sacralità dell’esistenza e tecnologie è probabilmente il nuovo traguardo.

Ciao Domenico. Buon ritorno. La cicogna che ti ha portato non ha sbagliato. Per quel poco che hai conosciuto, questo è il mondo per ora. Sì, fatto così, di mamme e di medici, di quei piccoli giochi che pure ti divertivano tanto. Il cuore è tutto. Tu nei hai avuti due, che tuttavia si sarebbero fermati ugualmente. La tua piccola storia però è immensa, parla alle stelle e chiede un cuore per sempre e una vita che sia tutta vita.


di Donatella Papi