martedì 10 febbraio 2026
Non sono solo nomi sulle mappe o macchie di colore ai margini delle planimetrie urbane. Sono storie, volti, e sogni che attendono di essere ascoltati. Nelle stanze istituzionali della Prefettura di Bari, il silenzio del protocollo ha lasciato spazio al battito di un progetto ambizioso: ridare un’anima e un futuro alle periferie della nostra Puglia. Sotto lo sguardo attento dei prefetti pugliesi e dell’assessore regionale Marina Leuzzi, si è riunito l’Osservatorio regionale sulle periferie. Non un semplice tavolo tecnico, ma un vero e proprio “ponte” gettato tra il Ministero dell’Interno e il cuore pulsante dei nostri quartieri più fragili.
UNA MAPPA DEL CORAGGIO: I LUOGHI DEL CAMBIAMENTO
L’incontro ha tracciato una geografia della speranza, identificando quelle aree dove il disagio urla più forte ma dove la voglia di riscatto è altrettanto potente. Dall’ombra dell’ex Ilva ai quartieri storici del foggiano, ecco le sfide accettate: a Bari, il quartiere San Pio; a Taranto, i simbolici Tamburi e Paolo VI; a Foggia, Cep e Candelaro; nella Provincia di Foggia, San Samuele, Torricelli e Santa Barbara a Cerignola; San Bernardino e il Lotto 600 a San Severo; Bat, San Valentino ad Andria e Unrra Casas a Trinitapoli; Brindisi, Paradiso, Sant’Elia e Perrino, insieme alla periferia di Francavilla Fontana; Lecce, lo storico quartiere 167.
IL PIANO: TRE PASSI PER RICUCIRE IL TERRITORIO
Il lavoro non sarà un’azione isolata, ma un percorso strutturato in tre atti fondamentali per trasformare le criticità in opportunità:
1) L’ascolto dei dati: analizzare i numeri del disagio (sociale, economico, ambientale) per capire dove intervenire con urgenza.
2) La visione: disegnare progetti concreti che non siano solo "toppe", ma soluzioni di lungo respiro.
3) Le gare: trasformare le idee in cantieri, servizi e realtà tangibili.
NON SOLO MURI, MA VITA
La strategia emersa è chiara: la bellezza deve essere doppia. Da un lato, la rigenerazione fisica ‒ sistemare le case popolari, illuminare le strade, creare piazze. Dall’altro, la rigenerazione dell’anima. Il cuore dell’intervento batterà nelle scuole e nei centri di formazione. Contrastare la dispersione scolastica significa strappare i giovani all'illegalità e offrire loro la chiave d’oro del lavoro. La sicurezza, infatti, non si fa solo con le divise, ma con la cultura e l’inclusione.
“Il grande sforzo che ci viene richiesto è quello di fare squadra tra le istituzioni” ha dichiarato con forza il prefetto di Bari, Francesco Russo. “Dobbiamo mettere il nostro impegno a fattor comune per migliorare le condizioni di vita di luoghi periferici, ma non per questo meno importanti delle nostre città”.
UN IMPEGNO CHE CI RIGUARDA TUTTI
L’Osservatorio regionale non sta solo pianificando lavori pubblici, sta scrivendo un nuovo patto sociale. La periferia smette di essere “margine” per diventare “nuovo centro”. Perché una città è davvero tale solo quando l’ultimo dei suoi quartieri splende della stessa luce del primo.
di Alessandro Cucciolla