Bari, lo Stato si riprende il territorio

mercoledì 28 gennaio 2026


Non sono solo mura e cemento. Quei quattro appartamenti tra Ceglie del Campo e San Pio erano il simbolo di un’arroganza che si faceva istituzione parallela. Ieri mattina, quell’illusione di impunità è crollata sotto il peso di un’operazione interforze coordinata dalla Prefettura di Bari, che ha restituito al patrimonio pubblico alloggi sottratti con la forza dalla criminalità organizzata. L’operazione, nata da un’indagine meticolosa dell’Arma dei Carabinieri e avallata dalla Procura, non è solo un atto burocratico: è un segnale di liberazione.

DOVE LO STATO ARRETRA, IL CLAN AVANZA: IL NODO DELLA VIGILANZA

L’efficacia dell’intervento odierno non deve però distogliere lo sguardo da una domanda scomoda: com’è stato possibile? Le occupazioni abusive non avvengono in una notte di invisibilità; spesso sono il risultato di anni di silenzi, omissioni e di una vigilanza che, nel tempo, si è rivelata quantomeno fragile. Quando una casa popolare finisce nelle mani di un clan, non stiamo parlando di una “emergenza abitativa”, ma di un controllo militare del territorio. Chi doveva monitorare? Perché le segnalazioni non si sono trasformate subito in sgomberi?

La responsabilità di chi deve vigilare  ̶  dagli enti proprietari come Comune e Arca Puglia fino alle sentinelle del territorio  ̶  è centrale. Se la porta di un alloggio pubblico viene scardinata dalla criminalità, significa che il presidio delle regole ha fallito il suo compito preventivo. Ripristinare la legalità oggi è fondamentale, ma garantire che non venga più violata domani è la vera sfida per le istituzioni.

L’AZIONE DELLA PREFETTURA: NON SOLO FORZA, MA GIUSTIZIA

L'impulso del Prefetto Francesco Russo e la sinergia tra Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza dimostrano che, quando lo Stato decide di fare “massa critica”, il territorio risponde. L’azione della Prefettura tende a un obiettivo che va oltre lo sgombero fisico: la ricostruzione della fiducia.

1) Priorità etica: sgomberare chi è legato ai clan non è una scelta casuale, ma una gerarchia di giustizia. Si colpisce il potere simbolico delle mafie.

2) Ritorno alla graduatoria: quegli alloggi torneranno a chi ne ha diritto. È la vittoria del merito e del bisogno sulla prepotenza.

3) Cornice normativa: l’uso del nuovo Decreto Sicurezza (L. 80/2025) mostra la volontà di applicare strumenti normativi più agili e incisivi per proteggere il diritto di proprietà e la dignità sociale.

UN NUOVO INIZIO

Ripristinare la legalità a San Pio e Ceglie del Campo significa dire ai cittadini onesti che la legge è più forte del ricatto. Ma lo sgombero è solo il primo passo. Ora spetta agli enti gestori blindare questi risultati, assicurando che quegli alloggi diventino focolai di vita onesta e non più avamposti del malaffare. La giornata di ieri ci ricorda che la legalità non è un concetto astratto, ma un mazzo di chiavi che torna nelle mani giuste.


di Alessandro Cucciolla