Laganà: la sicurezza nelle case di riposo (Video)

mercoledì 21 gennaio 2026


Medicina a km 0

I fatti gravissimi avvenuti a Crans-Montana hanno acceso il dibattito pubblico soprattutto sulla sicurezza dei locali aperti al pubblico, sui locali notturni e le strutture ricettive. Le successive chiusure di alcuni di questi e l’ondata di controlli, hanno rafforzato l’idea di un problema circoscritto a quel settore. Ma osservando quanto accaduto, abbiamo sentito la necessità di allargare lo sguardo. Perché la sicurezza non riguarda solo i luoghi del tempo libero, ma anche – e forse soprattutto – quegli spazi in cui vivono persone fragili, non autosufficienti, spesso impossibilitate a mettersi in salvo autonomamente, come le strutture ospedaliere e le case di riposo per anziani e grandi anziani.

Da questa riflessione nasce l’incontro con Santo Laganàmedico anestesista, comproprietario di una Casa di riposo, la Domus Flaminia di Civita Castellana, che affronta il tema della sicurezza da una prospettiva duplice: quella clinica e quella gestionale. Un punto di vista che aiuta a comprendere come la sicurezza in ambito assistenziale non sia un dettaglio tecnico, ma un elemento centrale della qualità della cura. Le strutture assistenziali sono sottoposte a una pluralità di controlli incrociati: autorità sanitarie, uffici comunali o regionali competenti, servizi antincendio, ispettorati del lavoro, autorità veterinarie e alimentari. I controlli riguardano aspetti strutturali, amministrativi, igienico-sanitari, alimentari e organizzativi. Le verifiche possono essere programmate, con cadenze regolari, ma non mancano ispezioni a sorpresa, proprio per garantire che gli standard di sicurezza siano mantenuti quotidianamente e non solo in occasione delle visite ufficiali.

Mantenere una struttura a norma comporta costi significativi: manutenzione degli impianti, adeguamenti strutturali, formazione del personale, consulenze specialistiche, assicurazioni. “Quando una struttura offre servizi a costi eccessivamente bassi – avverte l’anestesista – è legittimo chiedersi dove si stia risparmiando”. Nel bilancio annuale di una casa di riposo, la voce legata a manutenzione e sicurezza rappresenta una percentuale rilevante. Non si tratta di una spesa accessoria, ma di un investimento indispensabile per tutelare persone fragili, spesso non autosufficienti e con patologie multiple. Un altro aspetto centrale è il rapporto con i medici di base degli ospiti. Nelle strutture ben organizzate si mantiene un contatto costante con il medico curante, integrandolo con una gestione sanitaria interna strutturata, nel caso della Domus Flaminia, due dei proprietari sono medici ex primari, uno di pronto soccorso e l'altro di anestesia. La continuità delle cure è un pilastro della sicurezza: conoscere la storia clinica dell’ospite permette di intervenire rapidamente ed efficacemente in caso di emergenza.  

Oggi le case di riposo sono tenute a dotarsi di piani di emergenza dettagliati: incendi, blackout, terremoti, evacuazioni, emergenze sanitarie. Ma avere un piano non basta. Deve essere aggiornato, condiviso e testato regolarmente attraverso esercitazioni pratiche. La sicurezza passa soprattutto dalle persone. Il personale riceve una formazione specifica per affrontare le emergenze, ma è la formazione continua a fare la differenza: aggiornamenti periodici, simulazioni, corsi di primo soccorso e gestione dello stress.  Un team preparato è in grado di ridurre drasticamente i rischi e di proteggere gli ospiti anche nelle situazioni più critiche.


di Vanessa Seffer