sabato 29 novembre 2025
Esiste una realtà più profonda dove sono le nostre sensazioni, i sentimenti, le emozioni – i filosofi della scienza li chiamano “qualia” esperienze soggettive pure – la coscienza. Si tratta dei campi quantistici. Molto difficile per noi da comprendere. La realtà davanti a noi nasce da quel mondo. Il nostro mondo é la forma dell’energia dei campi quantistici. È lì che esiste il “significato” dell’informazione. È da quel mondo che nasce il nostro mondo, questo mondo. Noi – come tutti gli organismi viventi siano essi umani animali, vegetali e minerali – abbiamo “costruito” questo mondo – la realtà davanti i nostri occhi – attraverso i nostri corpi. Noi siamo campi che fanno parte di un unico Tutto, della totalità di ciò che esiste. É il medesimo “schema” che si ripete su “scale” diverse. Ciascuna delle nostre cellule non contiene informazione ma é connessa a qualcosa di più profondo: i campi quantistici. I nostri corpi non sono solo un sistema di parti che lavora in isolamento, sono un campo di intelligenza, una rete che si adatta costantemente consapevole di sé.
Noi, in quanto esseri umani, siamo campi quantistici che fanno parte di un unico Tutto, della totalità di ciò che esiste. Le particelle non sono oggetti, sono stati di un campo. Così come non si può separare l’onda dall’oceano, allo stesso modo non si può separare una cellula dal campo da cui emerge. Siamo sistemi dinamici e indeterminati intrecciati in campi che rispondono all’intenzione, all’attenzione e alla coscienza. Ogni nostra cellula è costituita da questi stati quantistici che non sono isolati ma entangled, intrecciati. Le particelle non sono oggetti. Le particelle sono stati di un campo, non possono essere separate da un campo, non sono separabili. Sono come un’onda nel mare che non può essere separata dal mare stesso. La coscienza è la base stessa della realtà. L’informazione quantistica non può essere riprodotta. Coscienza e libero arbitrio sono le fondamenta. Ciò che sentiamo e proviamo – qualia – esiste solo all’interno del campo ed é così che sappiamo che il significato é dentro di noi. È nel campo, non nell’ informazione.
L’informazione quantistica non può essere né copiata né clonata , esiste come stato invisibile, unico. E collassa nel momento stesso in cui viene osservata o misurata. Proprio come un’esperienza personale che può essere rappresentata, ma mai replicata. I nostri sentimenti, le nostre esperienze – qualia – sono tutti “prodotti” quantistici. L’universo non contiene un significato ma noi stessi siamo la fonte del significato. Siamo i creatori, non i passeggeri di questo mondo. Il mondo non è qualcosa di esterno a noi, ma, a un livello più profondo, la realtà é olistica, non é fatta di parti separate, é fatta di relazioni, campi, interazioni. Non si può estrarre qualcosa dal suo contesto e sperare di capirla davvero perché, nel momento in cui la isoli, distruggi proprio ciò che le dava significato.
Non esiste un confine netto tra il mondo classico e quello quantistico, la realtà – quella più profonda – è olistica. Significa che non è fatta di parti separabili. Non si può separare il danzatore dalla danza. L’atto stesso di osservare fa parte del processo. Il campo unificato é Uno e i campi che emergono da Uno sono campi – campi delle particelle elementari che costituiscono l’ontologia della realtà – che devono essere coscienti e devono avere libero arbitrio anche loro. La coscienza va oltre ciò che la materia può fare. Il significato della nostra esperienza è nei qualia, dentro di noi. Noi siamo campi quantistici con coscienza e libero arbitrio. Solo così possiamo capire chi siamo. Nella realtà profonda tutto è interconnesso. Noi esseri umani siamo fatti di cellule e ognuna di esse contiene il genoma dell’uovo fecondato che ha creato tutto l’organismo. Quindi ogni parte contiene l’ essenza della coscienza, il motore conoscitivo dell’uovo fecondato che ha creato tutte le altre cellule. Ogni cellula ha il genoma che ha permesso di fare quelle, le altre cellule. Anche il corpo quindi è fatto di parti/intero esattamente come noi, nel più profondo, siamo parti/intero di Uno.
Compreso questo processo che ha portato alla realtà, possiamo riuscire a capire l’unione tra la scienza e la spiritualità perché l’evoluzione fisica segue l’evoluzione più profonda della conoscenza di sé di Uno. L’evoluzione é fondamentale. Non è affatto casuale ma è l’evoluzione pilotata dal bisogno di “Uno” e quindi delle sue parti/intero (che siamo noi, uomini-animali, vegetali e minerali). Il campo degli elettroni é cosciente e ha libero arbitrio – l’elettrone non é altro che lo stato del campo – é come l’onda del mare , fa parte del mare, non si può separare dal mare. Tutte le onde sono collegate al mare. Così é più facile capire come, anche noi, come onde, siamo collegati a Uno, al mare. Il nostro campo (che siamo noi, noi siamo il campo) é collegato al campo unificato dell’Uno. E quella che chiamiamo “materia” é solo l’aspetto simbolico, la materia non é altro che i simboli che noi dobbiamo usare per comunicare, con i campi, tra noi. Questo vale a livello sia del corpo, che della mente, che dello spirito. Lo spirito é il “livello” del significato dei “qualia”, l’essenza di sé. La mente é il “livello” del pensiero, dell’intuizione (l’intuizione viene dalla comprensione della realtà sia interiore che esteriore). I qualia sono portatori dell’informazione quantistica il cui significato è nello spirito. E il corpo é l’aspetto fisico.
Ci sono tre “livelli”: corpo, mente e spirito. La trinità delle religioni tra l’altro. Aspetti indivisibili di una totalità che “funziona” insieme. Non si possono separare questi tre aspetti. Anche il campo degli elettroni, al suo interno, conosce se stesso attraverso i qualia e ha il significato di sé stesso e di conseguenza i simboli che manifesta – che sono gli stati del campo che non sono separabili dal campo, come le onde del mare non si possono separare dal mare – sono la maniera con cui il campo comunica con il campo dei protoni per esempio, con il campo dei gluoni e così via. Ragionando così riusciamo a capire chi siamo. Essendo noi parti/intero di Uno, per conoscere noi stessi, dobbiamo conoscere l’altro come noi stessi. Ecco quindi che, a livello fondamentale, invece della competizione c’è la cooperazione. Non è vera la competizione con il “successo” del più “adatto”, perché non c’è competizione ma solo e unicamente cooperazione tra campi. Tali campi, per conoscere se stessi, devono cooperare, devono “lavorare” insieme. La vita “parte” da Uno che genera i campi , non dalle cellule che sono solo la manifestazione simbolica dello stesso principio. Principio che “parte” fin dall’inizio dell’universo: la vita é il fatto che ognuno crea parti/intero di sé. Come la cellula che poi si divide. La divisione delle cellule che é alla base della vita, la riproduzione. Il corpo finisce, i campi quantistici sono senza tempo e senza spazio, sono eterni. Una volta che una parte/intero viene creata, continua.
di Francesca Romana Fantetti