martedì 11 novembre 2025
In un momento strategico per l’Europa, l’Italia si conferma come uno dei Paesi più attivi e competitivi nella sfida della sostenibilità ambientale. Aprendo un nuovo capitolo di protagonismo nella transizione ecologica, ben 24 iniziative italiane sono state selezionate nell’ambito della call 2024 del programma Life ˗ lo strumento della Commissione europea dedicato a progetti per l’ambiente e il clima ˗ su un totale di oltre 130 progetti approvati a livello europeo. Il programma Life, attivo dal 1992 e oggi in fase 2021–2027, finanzia progetti nei settori della biodiversità, dell’economia circolare, della mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, nonché della transizione verso l’energia pulita. Grazie a numerose tipologie di intervento ˗ tra cui Standard Action Projects, Strategic Nature Projects e Clean Energy Transition ˗ e a un budget pluriennale, viene resa possibile un’azione concreta e su larga scala a beneficio di territori, comunità e imprese innovative e sostenibili.
All’interno di questa cornice, la selezione italiana assume un valore doppio: da un lato valorizza le competenze e la capacità progettuale del sistema Paese, dall’altro contribuisce a creare opportunità concrete per il territorio, il mondo produttivo e la ricerca ambientale. In questo contesto entra in scena anche Assoeuro ˗ l’Associazione Italiana Europrogettisti, Eu Project Manager ˗ un’organizzazione che svolge un ruolo fondamentale nel monitoraggio, nell’analisi e nella promozione delle opportunità offerte dai bandi europei per enti, imprese e professionisti. Registrata tra le associazioni professionali (legge 4/2013) e impegnata nella formazione degli operatori del settore, Assoeuro rappresenta un punto di riferimento per chi desidera accedere e valorizzare la programmazione comunitaria.
Per chi volesse approfondire il funzionamento del programma Life, le sezioni finanziate e le modalità di partecipazione, è utile ricordare che: l’obiettivo è implementare, aggiornare e sviluppare politiche per l’ambiente e il clima in tutta l’Unione europea e le candidature possono essere presentate da enti pubblici, privati, Organizzazioni non governative, imprese e partnership transnazionali.
L’Italia, con questa ondata di progetti selezionati, conferma che la propria “vocazione verde” può essere tradotta in azione concreta, sviluppo sostenibile, innovativo e competitiva sul piano europeo. In conclusione, questo risultato non è solo un riconoscimento, ma un nuovo punto di partenza per costruire infrastrutture, processi e innovazioni che rendano il paese più resiliente, più sostenibile e più coinvolto nella frontiera della politica ambientale europea. Il messaggio è chiaro: la transizione verde non è più una scelta sperimentale, ma una strategia condivisa e urgente.
di Domenico Letizia