giovedì 28 agosto 2025
Ci avviciniamo a passo di falcata nell’Era dell’Intelligenza artificiale, vale a dire della riproduzione meccanica dell’essere umano non fisicamente ma addirittura mentalmente. Questo duplicato meccanico dell’uomo avrà conseguenze inimmaginabili oltre il terreno operativo pratico del mantenere il lavoro, anche come presenza di un uomo meccanico accanto all’uomo naturale.
Uno dei massimi suscitatori dell’Intelligenza artificiale, Sam Altman, congettura relazioni di simpatia, addirittura di compagnia, tra l’uomo naturale i e l’uomo meccanico: dialoghi, ma, dicevo, soprattutto compagnia. Sarebbe gravissimo spostare l’attenzione dell’uomo al facsimile umano. Questo è il punto, una sorta di solitudine dei rapporti umani e di compagnia con gli esseri non umani. Non sono dubbi, perplessità, ipotesi. Non solo perché lo dichiara un esperto in materia ma perché l’uomo sceglie la via più comoda ed avere per compagnia una entità con Intelligenza artificiale è molto più comodo che l’essere umano, indipendente, reattivo. In tal modo potremmo vivere la solitudine come essere umano, e compagnia tra essere umano e Intelligenza artificiale, un terrificante sospetto che sarà parziale realtà.
Tra non molti anni popolazioni di robot dotati di Intelligenza artificiale potranno scacciare dal mondo gli esseri umani e non esclusivamente dal mondo del lavoro.
Una mente artificiale crea poesia, dipinge, suona, canta, recita, suggerisce agli economisti, ai politici, ai guerrafondai. Allora? Io vivo come Io. Io vivo come Io unico, senziente, mortale, non replicabile. Tu invece, robot intelligente non sei un Io, preciso, tu non sei me ed io non sono te. Fai quello che puoi, io sono io e tu sei tu. Non perderò le mie capacità facendole compiere da te. Io scriverò poesie, io dipingerò, suonerò. Puoi aiutarmi? Certo che puoi aiutarmi. Ma quello che fai deve passare nella mia interiorizzazione, lo devo sentire io, umanizzare individualmente. Altrimenti fai le poesie e leggile agli altri robot. Non mescoliamoci. E se qualcuno si innamora di una robottina intelligente e docile, se la sposi pure o conviva con lei. Io resto fedele al vecchio tipo detto umano. E mi interiorizzo a ganasce colme.
Non voglio che appaia mio quello che fanno le macchine. Voglio esprimere me, voglio sentire io. Ecco l’uomo che non può essere superato. Colui che si sente ed è un Io.
di Antonio Saccà