mercoledì 4 novembre 2026
La giornata nazionale delle forze armate è iniziata con la deposizione della corona d’alloro al Milite ignoto. Il presidente Sergio Mattarella, come ogni anno, si è recato all’Altare della patria in occasione della giornata dell’Unità nazionale e delle forze armate. Hanno partecipato alla cerimonia tutte le maggiori cariche dello Stato: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro della Difesa Guido Crosetto, i presidenti di Camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa e il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso. Poi, il capo dello Stato si è recato a Firenze, dov’è atteso al piazzale Michelangelo per le celebrazioni. Hanno seguito Mattarella il ministro della Difesa, il capo di Stato maggiore Luciano Portolano, i capi di Stato maggiore delle forze armate e le autorità civili, militari, religiose.
Quest’anno la celebrazione delle forze armate assume un significato particolare, a ottant’anni dal referendum con cui il popolo italiano ha scelto la repubblica. Il giuramento di fedeltà dei militari si nutre “dei valori della sua Costituzione, patrimonio di principi custodito affinché il rapporto con le generazioni che si succedono nella vita del Paese sappia unire la memoria del passato alla speranza per il futuro della comunità, e le atrocità vissute nelle guerre mondiali non abbiano a ripetersi”, ha detto il presidente Mattarella. Nel messaggio del capo di Stato, inviato a Guido Crosetto, viene celebrato il coronamento “del sogno risorgimentale dell’unità della nostra patria, indipendente e libera, e il percorso che, con la lotta di Liberazione, ha saputo conquistare libertà e democrazia per il nostro popolo e un ruolo autorevole all’Italia, con la politica di pace e cooperazione internazionale perseguita dalla Repubblica”.
Il presidente della Repubblica ha dedicato un pensiero a quanti “hanno sacrificato la vita per l’Italia”. Il riferimento è andato, con particolare intensità, ai “nostri militari che hanno perso la vita nei giorni scorsi in Bosnia-Erzegovina”, ha scritto Mattarella. E ancora: “Un legame profondo, di fiducia e gratitudine, unisce Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza alla comunità nazionale, di cui sono parte integrante”. Anche la presidente del Consiglio ha voluto ricordare come “la perdita dei nostri quattro militari in Bosnia ci ha ricordato, ancora una volta, quanto possa essere alto il prezzo di questa scelta”. La premier ha affidato a un post su X le sue dichiarazioni: “È importante non considerare mai scontato il coraggio di chi serve l’Italia. Oggi il nostro pensiero va a loro, a tutti i nostri caduti e alle famiglie che portano nel cuore il peso di un’assenza che nessuna parola potrà colmare. Perché una Nazione è davvero tale quando sa riconoscere il valore di chi l’ha difesa, custodirne la memoria e trasmettere alle nuove generazioni l’orgoglio di appartenervi. A tutte le donne e gli uomini delle forze armate, che ogni giorno servono l’Italia con dedizione e coraggio, va la nostra gratitudine. Onore ai nostri caduti. Viva le forze armate. Viva l’Italia”.
di Zaccaria Trevi