Meloni a Bruxelles: “No all’intesa Trump-Putin sul gas russo”.

giovedì 15 ottobre 2026


Si è aperto oggi il Consiglio europeo di due giorni con un’agenda particolarmente fitta e tensioni già evidenti sui conti e sul sostegno all’Ucraina. Prima dell’avvio formale dei lavori, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha presieduto, insieme al presidente romeno Nicușor Dan, l’incontro degli “Amici della coesione”, il gruppo di 17 leader europei che difende le politiche tradizionali del bilancio Ue.

Nel breve comunicato pubblicato sui social, Meloni ha ribadito la linea comune: restare uniti nel negoziato sul prossimo Quadro finanziario pluriennale (2028-2034) attorno a quattro priorità: risorse sufficienti per tutte le priorità comuni, salvaguardia di coesione e agricoltura (sia nei finanziamenti sia nelle regole); contributi equi degli Stati membri e no agli sconti nazionali.

Una posizione che ricalca quanto anticipato ieri in Parlamento, dove Meloni aveva già detto che l’Italia non firmerà un accordo solo per rispettare la scadenza di fine anno se non sarà vantaggioso per il Paese.

IL NO ALL’ENERGIA E ALL’INTESA TRUMP-PUTIN

Sul tavolo del vertice domina il tema del costo dell’energia, definito dalla premier “la questione che oggi pesa più di tutte sulla nostra economia”. Meloni chiede maggiore flessibilità delle regole di bilancio europee per intervenire a tutela di famiglie vulnerabili e imprese energivore.

Ma è soprattutto sull’accordo tra Donald Trump e Vladimir Putin sul gasolio russo che la posizione italiana è stata più netta. La presidente del Consiglio ha definito l’intesa “rischiosa perché legittima Mosca”. Dal Cremlino è arrivata subito la replica: “Non è affare di Meloni”.

IL CLIMA DEL VERTICE

Domani si aprirà con il dossier Ucraina (con la partecipazione di Volodymyr Zelensky) e proseguirà con difesa, sicurezza e migrazione. Sul fronte dei conti, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha già anticipato negoziati “molto, molto difficili”, chiedendo una riduzione significativa del bilancio comune rispetto alle proposte della Commissione.

Meloni aveva già ribadito in Parlamento il sostegno italiano all’Ucraina e la necessità di affrontare competitività, difesa e migrazione.


di Redazione