Tajani avverte gli alleati: “Forza Italia vuole governare Milano”

lunedì 12 ottobre 2026


Antonio Tajani “incorona” Matteo Perego di Cremnago candidato sindaco di Milano. Il segretario di Forza Italia e vicepremier lancia un messaggio forte e chiaro agli alleati di centrodestra. Il partito rivendica la leadership milanese. “Qui noi vogliamo governare”. Tajani lo dice chiaramente dal palco dell’evento forzista promosso in città. E, a suo avviso, il profilo giusto per dare una svolta alla città dopo quindici anni di Governo di centrosinistra è l’imprenditore Matteo Perego di Cremnago, 44 anni, sottosegretario alla Difesa del Governo Meloni, una laurea in filosofia, una famiglia “milanese da 15 generazioni”. Addirittura, Tajani lo chiama già “sindaco” tra gli applausi dei militanti e degli esponenti del partito. Ma la Lega non ci sta e insiste: “Se i partiti non riescono a decidere” ci vogliono le primarie. Le ha rilanciate il leader Matteo Salvini nelle scorse ore a supporto della candidatura di Silvia Sardone, sua vicesegretaria. Una proposta che ha diviso la coalizione, con il secco no arrivato da Forza Italia secondo cui la Lega, se insiste, può correre “anche da sola” e non sarebbe la prima volta nella storia delle amministrative della città. Tajani da Milano, “città dove è nato Silvio Berlusconi e anche Forza Italia” cerca di smussare i toni, pur senza cedere sul nome del sottosegretario alla Difesa.

“Agli alleati – reclama Tajani – abbiamo fatto una proposta non con aggressività e non vogliamo dividere, vogliamo unire con dei buoni contenuti e capacità”. Per Tajani, nella capitale economica del Paese, quello di Matteo Perego è il profilo giusto, “perché è in sintonia con lo spirito della città, incarna quello spirito di milanesità e rinnovamento, non solo perché ha la tessera di Forza Italia ma perché ha le capacità che sono necessarie ad un sindaco”. Anche per affrontare il problema “centrale” cioè quello della sicurezza perché “questa città ha bisogno di più sicurezza – spiega il leader azzurro – e non basta solo il Governo nazionale a poterla garantire, serve una visione”. Il giorno dopo le tensioni sulle primarie arriva anche un nuovo appello del presidente del Senato Ignazio La Russa all’unità del centrodestra in vista delle elezioni milanesi.

“La strada non è in discesa e dividersi è sbagliato”, rimarca senza rinunciare a bacchettare gli alleati di Forza Italia, in particolare il coordinatore lombardo Alessandro Sorte e l’ex sindaco Gabriele Albertini, “si voleva un civico ma i tre candidati ora sul tavolo sono tre politici”. Oltre a Matteo Perego di Cremnago e Silvia Sardone il terzo nome in campo per il centrodestra è quello di Maurizio Lupi, il leader di Noi moderati che La Russa ha sempre sostenuto. Le primarie però non sono la via giusta, sottolinea uno dei diretti interessati perché “sono uno strumento che usa la sinistra che è divisa su tutto”, dice Matteo Perego di Cremnago che è fiducioso sul fatto che i leader del centrodestra “troveranno una sintesi e arriveremo uniti alla sfida”. E anche Silvia Sardone parla di unità, “credo nel centrodestra unito, che a Milano non può e non deve andar diviso”, anche se l’eurodeputata e consigliera comunale è convinta ovviamente di “poter vincere”. La Lega insiste che “bisogna ripartire da una scelta che porti alla vittoria” come spiega il segretario provinciale a Milano Samuele Piscina che sottolinea come Sardone nei sondaggi è quella “con la più alta probabilità di vittoria”.

Intanto, Matteo Perego di Cremnago si dichiara pronto per la candidatura. “Abbiamo le idee chiare e l’auspicio è che si raggiunga il prima possibile una sintesi, nell’interesse dei milanesi. È un tema di proposte, non di nomi”. Lo afferma, in un’intervista a Repubblica sulla candidatura a sindaco di Milano per il centrodestra. Sulla proposta della Lega di ricorrere alle primarie, Perego osserva: “Il centrodestra invece è sempre stato capace di esprimere quella sintesi: la strada maestra deve essere quella del dialogo. Anche perché, in caso alternativo, le primarie non dovrebbero tenersi solo a Milano, ma in tutte le grandi città”. Quanto al rischio di una divisione nella coalizione alle urne milanesi, il sottosegretario si dice ottimista: “Le aspirazioni di ciascun partito sono legittime, soprattutto quando si parla di una città come Milano. Ma se guardiamo ai programmi, sono condivisi. Ci sono risposte che sono mancate ai milanesi in questi anni, e che ora vanno date, che tocchi a me, Silvia (Sardone, ndr) o Maurizio (Lupi, ndr) darle”. Sul possibile sostegno di Fratelli d’Italia alla sua candidatura, Perego precisa: “Non mi premetto di commentare il pensiero della premier. Ho tanti amici in Fratelli d’Italia, e il ministro Guido Crosetto ha suggerito che il mio potesse essere un contributo importante per questa città. Ma, alla fine, starà ai leader del centrodestra decidere”.


di Manlio Fusani