venerdì 9 ottobre 2026
Roberto Occhiuto giura fedeltà ad Antonio Tajani ma continua a parlare da prossimo leader di Forza Italia. Il presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale azzurro, a margine della presentazione milanese del suo libro, Il coraggio di governare. Idee liberali, la forza di realizzarle, edito da Piemme, parla delle prospettive future del centrodestra ai microfoni di Radio 24. “Dobbiamo impegnarci tutti”, premette. “Quindi non c’è alcuna polemica nei confronti di Tajani, a fare di Forza Italia il partito del centrodestra che faccia l’altro pezzo di lavoro rispetto a Giorgia Meloni. Il segretario di Forza Italia è l’uomo al quale tutti quanti dobbiamo riconoscenza, perché senza di lui Forza Italia non ci sarebbe. Nessuno avrebbe puntato un euro su Forza Italia qualche anno fa, ma oggi è un partito che ha bisogno di essere maggiormente liberale, riformista anche per attrarre nell’interesse del centrodestra quelli che prima votavano magari per il centrosinistra, perché nel centrosinistra avevano cittadinanza i riformisti. Oggi nel campo largo i riformisti sono reietti, per cui se noi riusciamo a essere il partito che Silvio Berlusconi volle, il partito delle riforme liberali, il partito che raccoglie l’interesse dei riformisti oggi ancor più di allora, riusciamo ad allargare il centrodestra e a farlo vincere senza avere la tentazione di inseguire la destra populista”. Riguardo i diritti civili “credo che ci sia necessità di dimostrare che c’è una parte del centrodestra che non ha timidezza nel parlare di diritti civili”. Secondo Occhiuto, la premier “è bravissima. Ha evoluto la destra facendola diventare una destra europea. Però noi dobbiamo essere un partito liberale, che sappia guadagnare il voto dei riformisti”.

Occhiuto vuole fare chiarezza sulla leadership del partito fondato da Silvio Berlusconi. “Quando ci sarà il congresso di Forza Italia – sottolinea – lo deciderà Tajani. E quando si deciderà se fare il congresso si decideranno i candidati. Io ho quattro anni davanti a me da governatore della Calabria e li voglio utilizzare”. Non si sottrae alla domanda relativa alla possibile intenzione di candidarsi: “No. Anche perché non c’è il congresso, si decide se giocare quando c’è la partita, oggi non c’è la partita”. Il presidente calabrese vuole fugare i dubbi sul proprio ruolo. “Forza Italia è il mio partito, il partito che amo, il partito del quale sono vicesegretario nazionale. Molti in alcuni tratti del mio libro hanno rintracciato delle critiche a Forza Italia non è così, io non critico il mio partito, anzi vorrei stimolarlo perché tutti insieme dobbiamo recuperare quella carica innovativa che aveva quando Berlusconi la fondò”. Occhiuto non ha dubbi. “Dobbiamo aprire il partito alle esperienze migliori della società civile, del mondo produttivo, del ceto intellettuale, come fece Berlusconi. Dobbiamo essere più smart anche per recuperare il voto, il consenso, l’interesse dei giovani, perché Forza Italia quando nacque, fu un partito molto apprezzato dai giovani di allora”. Ma Occhiuto lancia una stoccata anche alla primogenita del Cavaliere. “Io sono fra quelli che incontrano di meno Marina Berlusconi. Credo di aver dimostrato il coraggio di dire le cose e quando dico che nel Paese bisogna avere il coraggio di fare le cose senza dettatura, non immagino che la mia attività nel partito debba essere sotto dettatura di qualcuno. Ho grande rispetto per Marina Berlusconi che rappresenta un riferimento culturale importantissimo per noi, perché porta il nome del fondatore di Forza Italia e peraltro assomiglia moltissimo al padre. Ma quello che faccio, lo faccio perché lo penso”. Infine, il governatore non perde l’occasione per marcare la propria distanza da Roberto Vannacci. “Io credo che sarebbe un grave errore da parte del centrodestra se includesse” il generale. “Vannacci non ha nulla a che fare con la storia del centrodestra, che ha governato con stabilità in questi anni i Governi più longevi sono i Governi del centrodestra. In politica non sempre l’aritmetica funziona. Vannacci in coalizione significherebbe snaturare il centrodestra che invece aprendosi ai riformisti può davvero vincere e soprattutto governare. Se si alleasse con Vannacci qualcuno pensa che forse il centrodestra vincerebbe più facilmente, io penso che non riuscirebbe poi a governare”.
(*) Il coraggio di governare. Idee liberali, la forza di realizzarle di Roberto Occhiuto, Piemme 2026, 208 pagine, 18,90 euro
di Manlio Fusani