giovedì 8 ottobre 2026
In genere, si associa lo pseudo concetto di geopolitica agli affari esteri, ma quelli interni d’uno stivale immerso nel mar Mediterraneo vi sono, fatalmente, collegati. Anche Alcide De Gasperi espulse dal governo i socialcomunisti dopo un viaggio negli Stati Uniti d’America, durante il quale gli venne spiegato che la nascita della cortina di ferro obbligava a scegliere se stare di qua o di là. Oggi Giorgia Meloni, a capo del governo più stabile d’Europa, irremovibile nella difesa dell’Ucraina attaccata dalla Federazione Russa, tiene l’Italia ben agganciata all’Unione europea ed all’Alleanza Atlantica.
Del resto, la Federazione Russa ha scatenato una guerra ibrida contro l’Unione europea per disgregarla, e ricondurre gli Stati entro un’unione euroasiatica, vagheggiata da quel Aleksandr Dugin, il quale ne è l’ideologo. Giorgia Meloni è, anche, salda nel promuovere l’unità dell’Occidente, malgrado le oscillazioni dell’attuale amministrazione statunitense. L’Alleanza Atlantica è tenuta salda dall’attuale segretario generale, Mark Rutte, e dal presidente del comitato militare, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone.
Tuttavia, l’attuale 47’ Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, tende a disimpegnarsi dalla difesa dell’Europa, per trattare i rapporti coi comunisti cinesi, imperanti a Pechino. Si pensi alla concorrenza sull’intelligenza artificiale, o “super intelligenza” come la chiama lui, di cui i comunisti cinesi si servono per controllare la vita privata dei loro sudditi e, se registrano segnali di autonomia o dissenso, privarli gradualmente delle possibilità di vita.
I riflessi geopolitici internazionali si ripercuotono al nostro interno. Si può dire che, appena insediata al governo, Giorgia Meloni ha troncato la partecipazione italiana alla “via della seta”, con la quale il governo di Giuseppe Conte aveva inserito la nazione nell’orbita dei comunisti cinesi. Il suddetto, d’altra parte, con la scusa d’un soccorso per combattere l’epidemia di covid, aveva spalancato il territorio nazionale a colonne militari russe, che lo percorsero, in lungo e in largo, bandiere al vento. Egli, oggi, si ripropone, andato in un futuro governo, di troncare ogni aiuto all’Ucraina.
Il “campo largo”, senza programma né capo, è un tale circo equestre di nani e ballerine, sul quale Giorgia Meloni sarebbe ragionevole avesse facile vittoria. Ecco, però, che, sulla destra, compare Roberto Vannacci, un generale di divisione sospeso per aver violato, nei modi in cui è sceso in campo, tutte le regole di correttezza militare; poi ha usato la Lega di Matteo Salvini come un taxi, in spregio a tutte le norme di correttezza politica. Si consenta di notare, nessuno risulta lo abbia fatto, come i maggiori comandi operativi, che hanno contribuito alla carriera militare del Vannacci, siano stati promossi sotto la 45’ e 47’ presidenza degli Stati Uniti d’America, cioè quelle di Donald Trump. Questi, oggi, spesso promuove nuovi movimenti a destra, con lo scopo di disgregare l’Unione europea ed allentare i vincoli dell’Alleanza Atlantica. Giorgia Meloni ha scelto l’Unione europea e l’Occidente!
di Riccardo Scarpa