Le eredità di Silvio Berlusconi

mercoledì 30 settembre 2026


Ieri, 29 settembre 2026 Silvio Berlusconi avrebbe compiuto 90 anni. A circa tre anni dalla sua scomparsa, è stato celebrato il grande imprenditore e lo statista che ha rivoluzionato la politica italiana. La grave malattia, che lo ha portato alla morte fisica (le sue idee politiche sono sempre attuali) lo aveva logorato nel corpo ma fino all’ultimo momento era rimasto lucido e propositivo. A differenza di altre storiche famiglie della grande imprenditoria italiana, ha lasciato in eredità un impero economico, costruito dal nulla, ai figli, creando le condizioni per il passaggio generazionale di uno dei più importanti gruppi aziendali italiani senza colpo ferire. Le aziende sono un patrimonio non solo della famiglia Berlusconi ma anche di chi ha investito in borsa e delle decine di migliaia di persone che ci lavorano. Che lungimiranza. Come politico e statista ha lasciato come eredità politica un altro patrimonio: la costruzione dell’alleanza di centrodestra. Da grande federatore, con sagacia, riuscì a creare il “Polo delle libertà” alleandosi al Nord con il “secessionista” Umberto Bossi e al Centro-Sud con il “nazionalista” Gianfranco Fini. Ad oltre trent’anni dalla sua “discesa in campo” la coalizione di centrodestra, grazie alla sua intuizione, è un’alleanza solida, consolidata e competitiva sia nelle elezioni politiche che in quelle amministrative.

Già nel 2009, nel quarto Governo Berlusconi, volle Giorgia Meloni ministra per la Gioventù. Quella che diventerà la prima donna italiana presidente del Consiglio dei ministri. Era in grado di comprendere prima degli altri le potenzialità delle donne e degli uomini con cui si relazionava. Giorgia Meloni, deve fare tesoro dell’eredità politica di Silvio Berlusconi. Il fondatore di Forza Italia e l’inventore della alleanza di centrodestra, avrebbe trovato il sistema per includere Futuro nazionale nell’alleanza di centrodestra. La vittoria, della coalizione conservatrice, alle Suppletive in Calabria, dove il candidato di Roberto Vannacci è risultato ininfluente, non significa che alle elezioni politiche che si terranno nel 2027 non possa, lo stesso, essere il cavallo di Troia delle sinistre per vincere le elezioni. Piuttosto che perdere le elezioni avrebbe fatto l’accordo politico con Futuro nazionale. Roberto Vannacci, ha compreso che un segmento, non irrilevante, dell’elettorato che ha votato il centrodestra si riconosce nelle istanze dell’ex generale. Non occorre disturbare gli esperti di flussi elettorali per comprendere che nei quattro anni di Governo di centrodestra, i sondaggi assegnavano alla coalizione di Governo un gradimento tra il 47 e il 49 per cento delle intenzioni di voto. Oggi intorno al 42 per cento. In un sistema politico bipolare, dove pochi voti possono essere determinanti per la vittoria alle politiche, includere Futuro nazionale in coalizione significa non rischiare di consegnare il Paese alla sinistra, all’ultrasinistra e agli scapigliati del Movimento 5 stelle. Il pragmatismo in politica dovrebbe sempre prevalere sulle questioni di principio. Le vittorie sanano le ferite! 


di Antonio Giuseppe Di Natale