lunedì 28 settembre 2026
I distributori Ip hanno seguito la mossa di Eni. Anche la società di Stato dell’Azerbaijan, che controlla Italiana Petroli, ha deciso di limitare i prezzi dei carburanti alla pompa. Proprio come la partecipata italiana, anche Ip avrebbe “aderito all’appello del governo” italiano. Un “segnale importante”, plaude la premier Giorgia Meloni, che ringrazia il presidente azero e rassicura sull’impegno a continuare ad aiutare le famiglie. Nel frattempo, però, i prezzi medi continuano a salire. Il diesel in autostrada è sempre più vicino ai 2,5 euro al litro, e chi è costretto a usare l’automobile per lavoro non ci sta. Oggi il prezzo medio della verde è sceso a 2,15 euro al litro, stando alle stime del Ministero dei Trasporti. Tassisti e autotrasportatori in primis hanno chiesto al governo di essere almeno convocati: altrimenti sarà sciopero.
La premier, dopo aver incassato anche le critiche dell’opposizione, ha rassicurato che l’esecutivo continuerà a “lavorare per sostenere le famiglie e proteggere il loro potere d’acquisto”. Dopo che, secondo alcuni, l’Eni è riuscita a fare ciò che il governo non ha fatto, i leader di maggioranza dovranno vedersi per confrontarsi sull’emergenza caro carburanti. Ma non solo. Sono tante le questioni ancora aperte, come la clausola per usare la flessibilità su energia e difesa alla manovra, con il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) atteso entro fine settimana alle Camere. Sul tavolo ci sono anche le misure “mirate” promesse nelle scorse settimane dal governo. Alcune “sono state lanciate”, come il credito di imposta per gli autotrasportatori, ma altre “sono in fase di definizione dal Ministero dell’Economia e della Finanza per il sostegno ai lavoratori e alle famiglie a più basso reddito”, ha spiegato il ministro Adolfo Urso.
Da oggi, quindi, il price cap ai distributori Enilive sarà di 2,19 euro al litro per il diesel e 1,99 per la benzina. Il tetto massimo di Italiana Petroli, invece, “verrà applicato progressivamente” e, partendo dalla rete a marchio Ip, potrebbe poi estendersi alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori che si riforniscono da Ip. Antonio Tajani ha sottolineato il lavoro fatto con Baku e con il presidente di Socar Rovashan Najaf: “Proprio ad inizio settembre gli avevo chiesto di andare in questa direzione”, ha affermato il vicepremier, che corre a rivendicare il successo politico di Forza Italia: “Nessuna imposizione dall’alto, avevamo ragione’”.
Le rassicurazioni tuttavia non bastano a chi non può fare a meno di stare su strada, come autotrasportatori, tassisti e agenti di commercio. Per i tassisti il caro-carburanti si è andato ad aggiungere ad una serie di altre criticità che riguardano la categoria e la situazione è ormai “insostenibile”, denunciano Unica Taxi Filt Cgil e Uiltrasporti,. Se il governo non risponderà alla loro richiesta di convocazione, sarà “inevitabile un fermo del servizio”.
di Zaccaria Trevi