mercoledì 23 settembre 2026
Di quanto annunciato da Giorgia Meloni, al momento presidente il Consiglio dei ministri, durante il discorso al raduno dei ragazzi di Gioventù nazionale, si discute sulle misure inerenti alla percentuale di studenti italiani o forestieri presenti nelle classi delle scuole di ogni ordine e grado. Il problema sorge, però, da ben altro: il calo demografico che colpisce la popolazione italiana. Ricordiamoci come la cosa si riproduca, più volte, nei secoli, sulla penisola. Nelle fasi di benessere, gli esseri umani se la godono risparmiandosi il fastidio di procreare e allevare la prole. L’Italia romana, nell’evo antico, attrasse popolazioni barbariche quando tese, nel basso impero, a spopolarsi.
Quindi la questione è incentivare le giovani donne a procreare, a prescindere da matrimoni, convivenze o rapporti occasionali; fatti loro. Giorgio Dell’Arti, il quale a suo tempo fondò il Venerdì di Repubblica, quindi non classificabile come di destra o addirittura “neofascista”, ha proposto di dare alle donne che mettono al mondo un bimbo, una somma di danaro, per incentivare la procreazione. L’ha quantificata in 25mila euro a neonato. Ritiene questo comporti una spesa di circa quattordici miliardi l’anno. La presidente del Consiglio dei ministri ha agito, fino ad oggi, con lo stesso obiettivo, sul versante delle esenzioni fiscali. Però, sul versante dell’incentivo diretto, c’è l’esempio di Singapore, dove “si fa bene all’amore”. Lì, il Governo concede 43mila euro a ogni mamma, la quale fa nascere un bambino. Vale la pena di riflettere, e non accapigliarsi su uno degli effetti dell’infertilità. Almeno fino a quando qualche italiano, sullo Stivale, c’è ancora.
di Riccado Scarpa