martedì 15 settembre 2026
Il Senato ha approvato la legge elettorale. Sono stati 113 i voti favorevoli, 71 i contrari e 2 gli astenuti. Il provvedimento ora passa alla Camera. Per Ignazio La Russa si tratta di “un grande passo in avanti”. Il presidente del Senato l’ha detto al termine del voto parlando con i giornalisti a Palazzo Madama. E sul premio di maggioranza, che scatterà per la coalizione che supererà il 42 per cento, ha aggiunto: ‘‘Chi è sicuro oggi di avere il 42 per cento? Nessuno può saperlo. Questo elemento non mi pare che sia emerso chiaramente. Senza parteggiare né per gli uni né per gli altri, io questa legge elettorale la vedo come la possibilità di competere per tutti. Questo penso che sia il miglior commento da parte mia. Visto i sondaggi, la legge non può garantire nessuno, o meglio, garantirà chi avrà un voto di più. Non capisco perché una parte dice che questa legge non va bene’’. Infine, sulle modifiche fatte al testo, ha ricordato che “non è stato introdotto il ballottaggio per esempio”. A suo avviso, “alla fine, questa legge dà la possibilità a tutti di competere’’.
Secondo Elisabetta Casellati, “la stabilità è un valore, perché significa credibilità a livello internazionale, attrattività degli investimenti esteri, fiducia dei mercati e possibilità, per i cittadini, di programmare la propria vita. Un Governo stabile significa anche avere la possibilità di portare a termine tutte le riforme. Dopo dieci anni di instabilità politica, che sono costati agli italiani 265 miliardi di euro di interessi in più sul debito pubblico, credo che questo sia un tema importante”. Lo ha detto la ministra per le Riforme intervistata a Start su Sky Tg24 difendendo la riforma elettorale. A questo proposito, Casellati ha osservato: “Interessarsi della legge elettorale non significa non occuparsi del resto. Non è che ci interessiamo soltanto di questo provvedimento e non, per esempio, della diminuzione delle accise sul gasolio. Il Governo ha sempre pensato a tutto il resto. Non c’è solo questo provvedimento sul quale stiamo lavorando: stiamo lavorando su più fronti. Quindi anche questa favola secondo cui, con tutti i problemi che abbiamo, ci si occuperebbe soltanto della legge elettorale non corrisponde alla realtà. Gli altri problemi li affrontiamo tutti”.

Per Maria Stella Gelmini sostenere che il centrodestra voglia “abolire la democrazia è privo di senso, con questa riforma si sta cercando di affermare un principio sacrosanto: chi vince governa”. Lo ha detto la senatrice intervenendo in Aula al Senato nell’ambito delle dichiarazioni di voto sulla legge elettorale. “Nel Rosatellum – ha ricordato – le preferenze non c’erano e noi abbiamo introdotto un sistema misto molto simile all’Italicum: vogliamo finirla di spendere tempo e parole in contrapposizioni inutili? Possiamo dividerci in chi è più proporzionalista e chi, come noi è più maggioritario ma la differenza che il centrodestra è sempre più” per il maggioritario il centrosinistra a seconda delle convenienze. Giorgia Meloni e questa maggioranza – ha osservato – approvano una legge che non garantisce la vittoria del centrodestra ma che a Chigi si vada con il voto degli italiani”, ha concluso.
Intanto, l’opposizione ha protestato in Aula. Al Senato sono apparsi cartelli della minoranza poco prima dell’approvazione della legge elettorale. I senatori hanno protestato mostrando cartelli gialli e rossi con la scritta “No alla legge truffa”, subito dopo la dichiarazione di voto di Fratelli d’Italia. Intanto, Con la nuova legge elettorale, approvata questa mattina al Senato e attesa dal voto finale della Camera, i parlamentari eletti con preferenze potrebbero assestarsi intorno al 43 per cento. Lo comunica Youtrend in una nota, nella quale segnala che la percentuale sarebbe leggermente più bassa al Senato (42 per cento) e più alta al Camera (44 per cento). La proiezione tiene conto del meccanismo dello Stabilicum, che prevede capilista bloccati e preferenze per gli altri candidati. Il dato, come si spiega, è stato stimato proiettando una quota di pluricandidature, sulla base dello storico alle ultime elezioni politiche, e applicando il premio di maggioranza, che facendo scattare 70 deputati e 35 senatori per la coalizione vincente fa scorrere una serie di eletti con preferenze. Secondo l’analisi di Youtrend, risulterebbero eletti con preferenze nel dettaglio il 50 per cento dei candidati nelle liste della coalizione vincente e il 30 per cento di quelli eletti nelle altre liste. A questo conteggio è possibile aggiungere gli eletti all’estero, 8 alla Camera e 4 al Senato, che sarebbero scelti con preferenze come già nell’attuale sistema elettorale.
di Manlio Fusani