Legge elettorale, il disco verde arriverà entro un mese

lunedì 7 settembre 2026


Oggi riparte l’iter per la riforma della legge elettorale. Il testo allo studio in Commissione Affari costituzionali del Senato dovrà arrivare in Aula entro mercoledì 9 settembre. È probabile che vi si arrivi senza mandato. Di più: tutte le proposte di modifica, preferenze comprese, dovranno essere votate o rivotate. La novità riguarda l’ipotesi di ballottaggio. L’idea, nonostante l’emendamento presentato dall’ex presidente del Senato Marcello Pera, attuale senatore di Fratelli d’Italia, pare del tutto tramontata. A questo punto, una delle maggiori incognite riguarda il premio di governabilità, con un emendamento, sempre del partito di maggioranza relativa, che abbasserebbe dal 42 al 41 per cento la soglia per farlo scattare. Nell’ottica della maggioranza lo “Stabilicum” – o “Melonellum” come lo ha ribattezzato qualcun altro – potrebbe arrivare all’attenzione della Camera addirittura a fine settembre e diventare legge all’inizio di ottobre. Uno sprint necessario per lasciare spazio alla sessione di bilancio. Ma i possibili intoppi parlamentari sono dietro l’angolo e i pregressi non mancano, con la maggioranza che solo due mesi fa alla Camera è andata sotto sulle preferenze. Per ora, il partito di Giorgia Meloni guarda avanti: “Non c’è nessuna intenzione di accelerare la chiusura della legislatura dopo l’approvazione della legge elettorale”, è il ragionamento ai piani alti di Fratelli d’Italia.

D’altro canto, “la chiusura anticipata e traumatica della legislatura potrebbe avvenire se ci fosse un nuovo incidente sulla legge elettorale”. La finestra del voto resta quella che va dalla primavera all’autunno 2027. E il ministro ai Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani rilancia la prima ipotesi: “Il voto in primavera sarebbe l’opzione di maggior buon senso rispetto a ottobre quando si deve preparare la legge di bilancio ma ovviamente bisognerebbe costruire un percorso condiviso con il capo dello Stato”. A suo avviso, un accordo con Roberto Vannacci appare “difficile”. Quanto alla premier, sarebbe pronta a inaugurare una nuova stagione meno nel palazzo e più tra la gente. “Le manca il contatto con la vita fuori da Chigi”, racconta una fonte a lei vicina. Intanto, il Parlamento scalda i motori per una ripresa a pieno ritmo dopo la pausa estiva. Diversi i dossier che attendono al varco deputati e senatori, uno tra tutti il ddl contro l’antisemitismo: un testo basato sulla definizione Ihra (International Holocaust Remebrance Alliance) che ha destato diverse polemiche.


di Manlio Fusani