Il Veneto approva il fine vita

giovedì 3 settembre 2026


Il Veneto ha approvato una legge sul fine vita. La Regione guidata da Alberto Stefani è la prima amministrata dal centrodestra a stabilire tempi e modalità per accedere al suicidio assistito. Al termine di due giornate di dibattito, il Consiglio regionale ha dato il via libera alla proposta di legge di iniziativa popolare “Liberi subito”, promossa dall'associazione Luca Coscioni e sostenuta da una raccolta di circa 9.000 firme. In realtà, il provvedimento era già arrivato in Aula nel gennaio 2024. Due anni fa è stato respinto per un solo voto. A distanza di oltre due anni e mezzo, in cui sono cambiate molte cose – tra cui il presidente di Regione – il testo è passato con 32 voti favorevoli, 14 contrari e 4 astensioni. Un risultato determinato anche dagli emendamenti approvati nel primo pomeriggio, dieci dei quali presentati proprio da Stefani.

La votazione, com’era prevedibile, ha diviso la maggioranza. I consiglieri di Fratelli d’Italia – nove in totale – hanno votato compatti contro la legge. Dopo l’apertura espressa da Marina Berlusconi, Forza Italia ha lasciato libertà di coscienza ai propri rappresentanti. I leghisti “di governo”, tra cui il capogruppo Riccardo Barbisan e Filippo Rigo, hanno votato contro il provvedimento. Anche i consiglieri di Resistere Veneto e Stefano Valdegamberi – vicino a Roberto Vannacci – non si sono espressi a favore. Quest’ultimo aveva perfino tentato il rinvio del provvedimento in commissione. Favorevole alla legge la consigliera del Partito democratico Anna Maria Bigon, la cui astensione di due anni fa aveva portato alla bocciatura della proposta.

Sul provvedimento è intervenuto anche il presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia, che in un’intervista a la Repubblica ha sottolineato il significato della decisione. Il voto “ha un doppio valore”, ha spiegato Zaia. Il rispetto per i malati terminali in attesa “e un bel segnale a livello nazionale, perché il Parlamento legiferi”. Per l’ex governatore è importante che sia stato proprio il Veneto la prima Regione di centrodestra ad approvare una legge del genere. “Ma prima o poi se ne aggiungeranno altre, perché il tema è cogente e la Corte costituzionale ha dato la stura, ha aperto. Poi ha sollecitato tre volte i diversi Parlamenti affinché facessero una legge. Ma prima o poi questo Paese dovrà trovare una quadra, e farla”.

Per Zaia i discorsi stanno a zero: “In un Paese democratico c’è libertà di coscienza. Anzi, se si adottasse questa modalità a livello nazionale, la legge passerebbe subito, e se si facesse con voto segreto, ancora più velocemente”, ha aggiunto il presidente del Consiglio regionale. Nel suo intervento ha infine affrontato il tema delle cure palliative, sottolineando che “il Veneto è al primo posto. Ma se c’è qualcuno che nel suo stadio di malato terminale chiede di poter gestire il proprio fine vita, credo sia corretto farglielo gestire. Tramite una struttura pubblica”.


di Eugenio Vittorio