martedì 1 settembre 2026
Il dibattito sulla legge elettorale tiene banco dopo la pausa estiva. Il centrodestra si compatta in vista del voto. Secondo quanto viene riferito da fonti parlamentari, sarebbero 697 gli emendamenti complessivamente depositati dai gruppi in Commissione Affari costituzionali al Senato sulla riforma elettorale. Il termine è valido anche per l’Aula dove il testo approderà il 9 settembre con voto finale il 15. Si va verso una modifica della norma introdotta alla Camera e riguardante l’esclusione dei voti di chi è sotto al 3 per cento (ad eccezione del miglior perdente) dal computo per il calcolo ai fini della cifra elettorale nazionale e dunque del premio di maggioranza. Il centrodestra avrebbe predisposto, infatti, emendamenti in materia con soglie all’uno per cento come nella versione originaria della legge (e del Rosatellum) ma anche – secondo quanto riferito – al 2 per cento.
Intanto, come ha annunciato Stefania Craxi, presidente dei senatori di Forza Italia, il partito ha sottoscritto, insieme alle forze della maggioranza, “tre emendamenti condivisi alla proposta di riforma della legge elettorale approvata in prima lettura alla Camera, riguardanti il sistema misto di preferenze e capilista bloccati con alternanza di genere, la piena funzionalità della procedura prevista per l’elezione del Senato della Repubblica con l’attribuzione del premio di governabilità e una più coerente ridefinizione dei collegi di Bolzano, Merano e Bressanone. Il nostro movimento non ha presentato ulteriori emendamenti autonomi, nella convinzione che su una materia così delicata e strategica sia necessario privilegiare il dialogo, la coesione della coalizione e la ricerca di soluzioni condivise. Forza Italia conferma comunque la propria disponibilità a valutare nell’iter parlamentare ogni proposta utile a rafforzare la rappresentatività, la stabilità e la governabilità, nel pieno rispetto della volontà espressa dagli elettori”. L’ipotesi che gli azzurri formulassero una proposta di modifica alla legge elettorale sul doppio turno era circolata nelle ultime ore ma alla fine su questo specifico tema – secondo quanto si apprende – in commissione risulta presentato solo il testo del senatore di Fratelli d’Italia Marcello Pera. Come ha annunciato ieri l’ex presidente del Senato lo scopo è “di fornire in primo luogo a tutto il centrodestra uno strumento di riflessione, e per favorire il dibattito”. Per queste ragioni, “ho presentato l’emendamento sulla introduzione del ballottaggio nella nuova legge elettorale secondo le linee che avevo illustrato alla prima commissione Senato e ho informato il mio gruppo e il partito di FdI”. Di tutt’altro segno i temi affrontati negli emendamenti comuni presentati dalle opposizioni (Pd, M5s, Avs e Italia viva) alla riforma della legge elettorale a Palazzo Madama. Stop all’obbligo di indicazione del candidato premier, preferenze per tutti i parlamentari, capilista alternati al 50 per cento e innalzamento al 45 per cento della soglia oltre la quale si ottiene il premio di maggioranza con l’abbassamento a 210 e a 105 del numero massimo di deputati e senatori che si possono ottenere vincendo. Il campo largo promette battaglia in commissione con un “forte ostruzionismo” a partire da domani.
di Manlio Fusani