Legge elettorale, il centrodestra prepara la norma per il ballottaggio

lunedì 31 agosto 2026


Il centrodestra medita di inserire il turno di ballottaggio all’interno della legge elettorale. Un fatto è certo: entro mezzogiorno di domani è necessario decidere. I tecnici della maggioranza sono al lavoro in vista della scadenza del termine degli emendamenti in Commissione Affari costituzionali al Senato. Anche dopo il confronto telefonico di ieri viene confermata l’intenzione di presentare la proposta di modifica sulle preferenze già annunciata e oggetto di un’intesa nel centrodestra prima della pausa estiva. L’emendamento dovrebbe ricalcare quello bocciato alla Camera con l’alternanza di genere dal secondo nome (e non dal terzo) ma, al momento, senza il 60 a 40 nei capilista ma solo nei 70 nomi dei listini del premio circoscrizionale. Verrebbe inoltre cancellata la misura anti-frammentazione inserita nella discussione alla Camera e che prevede che i voti di quanti sono sotto il 3 per cento (salvo il miglior perdente coalizzato) non vengano computati ai fini del calcolo della cifra elettorale nazionale e dunque per il premio di maggioranza. Una misura che potrebbe prestarsi a dubbi di costituzionalità e verrebbe dunque tolta. Fin qui le modifiche condivise. Ancora riflessioni in corso, invece, si registrano sul ballottaggio.

Sul punto dovrebbero comunque arrivare emendamenti di singoli senatori e, dunque, per il centrodestra c’è la possibilità di intervenire anche durante l’esame in Aula attraverso riformulazioni. Tra i fautori del secondo turno figura il senatore di Fratelli d’Italia ed ex presidente del Senato Marcello Pera ma gli ostacoli tecnici sono diversi. Molti sono legati al sistema bicamerale per cui, ad esempio, dovrebbero essere necessari due ballottaggi con la complicazione del possibile esito diverso e ancora, senza una soglia (prevista nelle ipotesi ventilate in questi giorni) e con il premio attribuito su un listino fisso c’è il rischio che il vincitore del secondo turno non arrivi, comunque, alla maggioranza. Riflessioni e approfondimenti che verranno affrontati da qui ai prossimi giorni e quando l’esame entrerà nel vivo. La necessità di introdurre il ballottaggio deriva dall’effetto Vannacci sulle intenzioni di voto. Secondo una ricostruzione di Repubblica, il presidente del Senato Ignazio La Russa pare sti insistendo con Giorgia Meloni spiegandole che soltanto il ballottaggio garantirebbe un esito certo delle elezioni (scongiurando il rischio pareggio) e aumenterebbe le chance di vittoria della destra, scommettendo sul parziale recupero degli elettori del generale al secondo turno. La premier non pare convinta. Per queste ragioni, si sarebbe riservata un “tempo supplementare” per decidere.


di Manlio Fusani