Evacuazione sanitaria con voli di Stato: eccellenza italiana, altro che privilegio

lunedì 31 agosto 2026


Abbastanza prevedibile, puntuale è giunta la polemica sull’eventuale volo di Stato attivato dal Governo italiano per portare in patria Alessandro di Battista, degente a Cuba a seguito di grave malore. La previsione ha creato discussioni divisive perché riguarda Di Battista, il quale ha sempre criticato i privilegi della casta.

In questo caso però non si tratta di un privilegio in quanto Di Battista godrebbe dello stesso trattamento riservato a tutti i cittadini italiani che si trovino nella stessa situazione. È, infatti, previsto che un connazionale che versa in pericolo di vita in un Paese straniero venga riportato in patria con volo di Stato. Esiste uno specifico settore nell’ambito Ufficio voli della Presidenza del Consiglio che si occupa solo di voli umanitari ed evacuazioni mediche che nulla ha a che fare con le missioni disposte dall’Unità di crisi della Farnesina.

La materia è disciplinata da una specifica direttiva della Presidenza del Consiglio dei ministri del 2011 e successivo regolamento applicativo. Nel documento sono specificati tutti i passaggi per ottenere il beneficio da parte di chiunque lo richieda. Necessita preliminarmente una dichiarazione con cui l’ospedale curante nel Paese ospite precisa che il paziente è in pericolo di vita e che la struttura non può trattenerlo ad oltranza, nel caso di degenze complesse che richiedano trattamenti prolungati.

L’Ambasciata competente invia la richiesta alla Presidenza del Consiglio previa attenta istruttoria e l’ufficio voli di concerto con l’ospedale ricevente in Italia dispone il volo avvalendosi dei Gulfstream del 31° stormo di Ciampino appositamente attrezzati con ossigeno e barelle per le specifiche esigenze. Lo stormo si coordina con gli ospedali destinati a ricevere i pazienti, principalmente il San Raffaele di Milano, le Molinette di Torino e il Gemelli di Roma che dispongono di team di sanitari (di solito 2 medici + 2 infermieri) preparati per quelle che in gergo vengono chiamate medevac, approntamento che induce a pensare che le esigenze non siano insolite.

La procedura è più frequente di quanto si immagini ed è la testimonianza di un sistema Paese che funziona alla perfezione a favore di tutti i cittadini che si trovino nell’incresciosa situazione del Di Battista ma se ne viene a conoscenza solo dalla cronaca locale o qualora l’evacuato sia personaggio pubblico.

È di poche settimane fa la notizia di un signore di un piccolo paese dell’entroterra ligure colpito da ictus in Thailandia e trasferito da un velivolo dell’Aeronautica presso l’ospedale San Raffaele mediante un perfetto coordinamento di tutte le componenti intervenute.

In sintesi, si tratta di un’espressione dell’eccellenza italiana in piena applicazione al dettato costituzionale per cui tutti i cittadini hanno diritto alla salute.

Il Paese deve andarne orgoglioso e dovrebbe lasciar da parte le critiche, nella consapevolezza che se per Di Battista non ci saranno i presupposti il volo non si farà.   


di Ferdinando Fedi