#Albait. I criminali sono stranieri?

giovedì 6 agosto 2026


Quando si parla di sicurezza, un tempo si sentivano gli strali di Umberto Bossi. Oggi ad alzare la voce è il generale Roberto Vannacci. La realtà dice che i due terzi dei detenuti sono italiani. Tra i giovani, la percentuale di italiani diminuisce leggermente: 242 su 572: il 40 per cento. Nel corso di alcune attività che facciamo seguendo il metodo Emo2 dell’associazione Ali Emozioni in Movimento, ho avuto modo di chiedere ad alcuni giovani detenuti immigrati quanto tempo fosse passato tra l’arrivo in Italia e l’arresto. La risposta, non scientifica, è di sei mesi.

LA CRIMINALITÀ GIOVANILE

Perché sei mesi? L’idea che mi sono fatto è che quello è il tempo necessario per essere noti nell’ambiente dove avvengono i crimini. O il tempo necessario per non rispettare più nemmeno delle minime regole di prudenza. Ma se si seguono le serie storiche, si scopre che c’è una forma di stabilità dei numeri per la criminalità, specie giovanile. Tanti anni fa un giudice che ha lasciato un bel ricordo di sé, Giambattista Scidà, spiegò che Catania era una città con il record di delinquenza giovanile da trent’anni. Scidà è morto nel 2011, Catania continua a detenere quel record. Gli stranieri sono ininfluenti.

OFFERTA E DOMANDA DIMPIEGO CRIMINALE

È la consueta regola dell’offerta e della domanda. Se c’è offerta di impiego criminale, ci sarà chi lo esegue. Nel mondo del lavoro le cose sono leggermente diverse, ovviamente. L’offerta si sviluppa sul versante della manodopera. E infatti molta parte dei reati sembrano non organizzati. Ma spaccio e spesso i reati violenti hanno una relazione con la criminalità organizzata che usa i più giovani, anche perché non imputabili. Almeno fino ad oggi. Questo dato semplice spiega che la migrazione non ha modificato la sostanza della composizione criminale. Può darsi che ci sia stata una sorta di sostituzione etnica, ma essa è dovuta al declino demografico. Il dato criminale è abbastanza costante. Cerchiamo la controprova.

I DATI SULLE MIGRAZIONI

Se si seguono le serie storiche, si scopre che i flussi di migranti cominciano a declinare nel 2024, Il 2023 è un anno record, con oltre 157mila arrivi. Il Governo Meloni era in carica dall’ottobre 2022. Nel 2026 gli arrivi sono solo 14.388. Nel 2020 erano stati 34mila. L’impatto sulla repressione criminale non ha conosciuto acuti che seguono quelle serie storiche. Nessun picco di arresti nel 2024, per essere chiari. Se il crimine fosse alimentato dai migranti, nel 2024 al più tardi avremmo dovuto avere un incremento significativo dei reati commessi. Nel 2022 2,183 milioni di reati, nel 2023 2,34 milioni reati, nel 2024 2,38 milioni. Un aumento abbastanza costante e senza picchi rilevanti. La criminalità, quindi, non è legata agli andamenti della migrazione, nei grandi numeri. È legata ad un mondo che usa le leggi a modo suo e le viola senza paura delle sanzioni.

CI SONO RAGIONI ECONOMICHE PER LE MIGRAZIONI?

Sì, ovviamente. Ma le ragioni più pressanti sono di ordine politico e militare. Dove ci sono mattanze, si scappa. Se invece volessimo fare un’analisi economica sulle cause delle migrazioni, potremmo perdere il filo. Le analisi dicono che i Paesi in via di sviluppo nel ventennio 2000-2019 sono cresciute in media del 4 per cento. Dopo il 2019 il tasso di crescita media scende di poco, al 3 per cento. Il boom economico italiano dal 1958 al 1963, fu ottenuto con una media di crescita della ricchezza del 6 per cento. Il 4 per cento dei Pvs assume quindi un valore di tutto rispetto, nel ventennio 2000-2019. L’Africa vive il suo big spurt da tre decenni, in pratica. Come mai allora ci sono migranti in arrivo in costante aumento, in particolare nel 2023? La risposta è proprio quell’arricchimento che fa sognare di andare in un posto più ricco, con maggiori tutele, più ordinato.

CASA E ISTRUZIONE

Alla domanda: “cosa ti aspettavi quando sei partito da casa?” I ragazzi che ho incontrato mi hanno risposto: “Mi aspettavo altro. Casa, assistenza, accoglienza, istruzione”. Cose che il welfare italiano garantisce ma secondo alcune regole che sono di difficile accesso per chi non ha documenti. Una rigidità che aumenta la criminalità. Probabilmente ineliminabile, ma è un fatto.

LO ZAMPINO RUSSO

Chi gioca con quelle rigidità contro di noi è la Russia. La guerra ibrida contro l’Europa include la migrazione. E infatti il picco di migrazioni del 2023 arriva dopo l’inizio della guerra in Ucraina nel 2022. I russi avevano pianificato questi aspetti. I russi avevano preparato spie, collaboratori, fiancheggiatori, una parte rilevante del mondo dell’informazione e il controllo fisico delle carovaniere per scatenare una pressione migratoria senza freni. Erano pertanto convinti di poter prendere possesso dell’Ucraina in sei giorni, tre settimane, massimo tre mesi. Le cose sono andate diversamente.

LA MIGRAZIONE DIVENTA MASSA O CARNE DA MACELLO

A tutto il 2026 la guerra russa in Ucraina non può essere vinta. Ma non solo: a partire dal 2024 i traffici umani si riducono drasticamente. Per combattere le guerre di Vladimir Putin servono uomini e i russi li importano. Nel 2023 li usarono come arma di pressione migratoria, a partire dal 2024 come massa militare. Fatalmente, le migrazioni diminuiscono.

VANNACCI E I RUSSI

Se Vannacci quasi immancabilmente sposa le tesi del Cremlino o della portavoce Marija Zacharova, dall’altra parte chiede sicurezza nelle città. Pare fare finta che viviamo nel migliore dei mondi possibili, senza considerare che le sue parole somigliano a quelle degli altri partiti filorussi d’Europa. Potrebbero essere elaborate in qualche stanza della Lubjanka e poi distribuite agli agenti politici e informativi? Il sospetto è forte.

MA LA SICUREZZA È UN DIRITTO PER TUTTI

Al netto delle influenze e delle relazioni pericolose della politica, la sicurezza va garantita. Le regole devono funzionare. Ladri, aggressori stupratori devono essere catturati ed entrare nel circuito carcerario per una riabilitazione, se possibile. La stessa cosa deve valere per i corrotti. L’uso strumentale e politico del codice penale e della magistratura deve cessare. Non è fascista chiedere sicurezza. D’altronde, il grande vizio della propaganda russa è quello di cercare sempre un capro espiatorio. Gli “stranieri” sono una costante della loro disinformazione. La sicurezza va garantita con regole certe per tutti. E questa è la normalità. La migrazione è un tema che va affrontato a parte. Così come la mediazione culturale con l’Islam. L’Islam politico merita una riflessione a parte.


di Claudio Mec Melchiorre