martedì 4 agosto 2026
La scritta Ogm Free appare, fra l’altro, sopra la pagina Facebook de’ La quercia sabina. Quella pagina illustra, con immagini reali, la vita felice degli animali in una fattoria lungo la mirtense a me ben nota, animata da un’anima eletta, che vive immersa nella natura, dedita alla vita di animali non sfruttati e liberi. Con un apparente salto logico, la mente va all’Assemblea nazionale francese, nella quale si è approvata, a luglio 2026, una legge sul fine vita che introduce il “diritto all’aiuto a morire” (aide à mourir), in pratica il suicidio assistito. Colà alcuni vorrebbero inserire il principio addirittura in Costituzione, come avvenuto con l’aborto. Chi scrive è un liberale classico, per il quale il diritto alla vita è il primo, seguito da quello alla libertà e di proprietà. Nella versione nordamericana “alla ricerca della felicità”, sempre che quest’ultima sia definibile. Per età ha vissuto le polemiche sul diritto all’aborto. Fui buon amico di Pietro Bucalossi, celebre chirurgo lombardo rapito dalla politica per grande passione civile. Fu un liberale con convinzione antiabortista. Ciò in quanto, da giovane chirurgo, aveva dovuto praticare alcune interruzioni di gravidanza ed era rimasto sconvolto: sempre il feto, per quanto all’inizio, si difende con tenacia, cerca di sfuggire in tutti i modi ai ferri.
Insomma, è cosciente e consapevole. Invece, la maggioranza del mondo liberale vedeva nel diritto a quell’operazione la libertà delle donne di procreare o meno. Oggi, di fronte al suicidio assistito, molti liberali vedono il diritto di un essere umano di por fine alla propria permanenza in questa dimensione spazio-temporale, ad esempio se affetti da malattie croniche e dolorose. Il vecchio liberalismo, cui mi sento di appartenere, considera il diritto alla vita, alla libertà, alla proprietà diritti naturali, cioè dati in natura. Poi il liberalismo ha cominciato a subire modifiche genetiche; forse già da quando ha subordinato tutto ad un’edonistica “ricerca della felicità”. Invece, la libertà richiede sacrifici. L’anima eletta che ha costruito quella fattoria per donare vita e libertà a quelli animali non è nata lì ma molto lontano, ha vissuto in città e, poi, ha trovato la libertà in quello che fa, con la rinuncia, ad esempio, della vita urbana.
di Riccardo Scarpa