Legge elettorale, il centrodestra cerca l’intesa prima della pausa estiva

martedì 4 agosto 2026


La maggioranza che sostiene il Governo Meloni prova a blindare l’accordo sulla legge elettorale prima delle ferie. Il centrodestra cerca l’intesa su poche modifiche alla riforma della legge elettorale da mettere in campo al Senato. E la via sembra un po’ più in discesa dopo le aperture di Forza Italia sulle preferenze. Un tema sul quale gli azzurri hanno accettato di tornare ma a patto che le correzioni siano concordate tra tutti nella maggioranza. E così gli sherpa che si sono occupati fino ad ora del dossier tornano al lavoro e si rivedranno per fare un punto domani alle 13 dopo le comunicazioni del ministro Giancarlo Giorgetti alla Camera. Sul tavolo, in primis, la questione delle preferenze e la messa a punto di un emendamento che metta anche la riforma al riparo da possibili rilievi della Corte Costituzionale. La proposta di modifica alla quale si lavora dovrebbe prevedere capolista bloccati con alternanza di genere e la possibilità di esprimere fino a tre preferenze segnando una crocetta accanto ai nomi scelti che si troverebbero sulla scheda distanziati nella grafica rispetto al primo per non confondere l’elettore. Resta da sciogliere, invece, il nodo dell’obbligo di candidare a capolista chi si trova anche nel listino circoscrizionale del premio di maggioranza. Forza Italia ha, infatti, chiesto che questa previsione salti.

Ma Fratelli d’Italia non vede di buon occhio un’ipotesi di questo tipo che potrebbe comportare oltretutto, in caso di vittoria del premio, l’attribuzione del seggio a qualcuno che, a conti fatti, ha preso meno preferenze di altri candidati. Come sottolinea l’Ansa, la versione attuale “è più pulita”, osserva in questo senso un esponente del partito della premier. Inoltre il timore, soprattutto dalle parti di Fratelli d’Italia, è che aprire a troppe modifiche possa portare a un percorso più complesso anche nel nuovo passaggio alla Camera. Proprio in base a questo ragionamento sembra difficile ipotizzare che possa rientrare dalla finestra il ballottaggio uscito nella seconda versione del Bignami alla Camera. Le diplomazie sono al lavoro e, in vista della riunione di mercoledì, sono in corso contatti tra la capogruppo in Senato Stefania Craxi e Roberto Rosso, che è entrato per gli azzurri nella partita della riforma da quando è approdata al Senato. Non è inoltre del tutto da escludersi che, dopo che gli sherpa avranno definito l’aspetto tecnico della modifica, possa essere un incontro tra i leader a mettere l’ultimo sigillo. Se ne riparlerà poi a settembre quando scadrà il termine per gli emendamenti in commissione e la Affari costituzionali li vaglierà entro il 9, giorno nel quale è previsto l’approdo in Aula. Al momento il primo settembre è fissato anche il termine per le modifiche in Assemblea anche se i bene informati spiegano che la data potrebbe slittare perché la contestualità con quello della commissione è ad ora un unicum. Si tratta di una scelta legata anche all’eventualità, si spiega dal centrodestra, che non si arrivi in fondo all’esame del provvedimento in commissione e, dunque, che le modifiche possano essere votate solo in Aula. Un percorso accelerato, dunque. Con la dead line per il via libera di Palazzo Madama che resta il 15 settembre. Come sottolineano i dirigenti di Fratelli d’Italia, “c’è un accordo su quello. Non ci sono i tempi per farla slittare, li abbiamo contingentati”.


di Manlio Fusani