Legge elettorale, Forza Italia s’interroga sulle preferenze

venerdì 31 luglio 2026


Nel dibattito interno a Forza Italia si consuma un confronto serrato sulla legge elettorale. A Palazzo Madama i senatori forzisti si sono interrogati alla presenza di Antonio Tajani. Ma gli azzurri più vicini a Marina Berlusconi non hanno risparmiato critiche al segretario lamentando l’approdo sulle preferenze. È emersa una linea chiara: non è possibile votare contro le preferenze in maniera palese, ma è necessario trattare sull’emendamento che presenterà Fratelli d’Italia. Come sottolinea Il Fatto Quotidiano, Tajani si è lamentato dei giudizi tranchant. “Siete sempre stati tutti informati del tavolo sulla legge”, ha detto il ministro degli Esteri. Ma proprio a quel punto è stato interrotto dalla capogruppo al Senato Stefania Craxi, di stretta osservanza mariniana. “In realtà, qui al Senato nessuno sapeva nulla sulla legge elettorale”, ha rimarcato batte la presidente dei senatori. Per Tajani, un fatto è evidente: “Senza preferenze la Corte costituzionale ci fa saltare la legge”.

Intanto, la fondazione Magna Carta e l’associazione Libertà eguale scrivono una lettera aperta indirizzata ai senatori e al Governo invocando l’introduzione del ballottaggio nazionale nella legge elettorale. “Riteniamo utile – si legge nella nota – introdurre il ballottaggio, adottando un sistema analogo a quello previsto nei Comuni maggiori e a quello proposto in varie sedi istituzionali, in particolare nell’ambito dei maggiori tentativi riformatori bipartisan. Un sistema semplice che consenta ai cittadini di scegliere una maggioranza di governo, evitando che si presentino al voto, in un unico turno elettorale, coalizioni troppo eterogenee, composte anche da formazioni estremiste di destra e di sinistra”. Per la fondazione Magna Carta e l’associazione Libertà eguale, è indispensabile “un sistema che preveda il ballottaggio qualora nessuna coalizione abbia già ottenuto nel primo turno la maggioranza assoluta (dei seggi), con l’attribuzione di un premio nei limiti indicati dalla giurisprudenza costituzionale. Per evitare il rischio che una legge a turno unico consegni il Paese all’instabilità e a zoppicanti maggioranze fortuite e opportunistiche sulla testa degli elettori. Contrariamente a convinzioni spesso diffuse, gli andamenti elettorali e le previsioni demoscopiche indicano che il ballottaggio nazionale per le elezioni politiche non offrirebbe un vantaggio garantito a nessuna delle coalizioni e delle forze in campo. Per questa ragione chiediamo ai senatori di tutti i gruppi e al Governo di presentare emendamenti che prevedano questa soluzione ottimale”. I firmatari della lettera aperta sono 26. Tra gli altri figurano: Peppino Calderisi, Stefano Ceccanti, Fabrizio Cicchitto, Nicola Latorre, Enrico Morando, Tommaso Nannicini, Arturo Parisi, Claudio Petruccioli e Piero Fassino.

Frattanto, la prossima settimana, è in programma una “Maratona” al Senato sulla riforma della legge elettorale che dominerà i lavori della Commissione Affari costituzionali. In base al calendario online, la discussione è prevista da lunedì 3 a venerdì 7 agosto con due, tre sedute al giorno (la mattina, all’ora di pranzo e in serata) compatibilmente ai lavori dell’Aula e alle necessità. L’obiettivo è concludere la discussione generale e riprendere dopo la pausa estiva con l’esame degli emendamenti, visto che scade il primo settembre il termine per presentarli.


di Manlio Fusani