giovedì 30 luglio 2026
Elisabetta Casellati giudica positivamente la riforma di voto. Quello della legge elettorale “è un buon impianto, non c’è nessun dubbio”. La ministra per le Riforme istituzionali e senatrice di Forza Italia, uscendo dalla riunione del suo gruppo al Senato, con il segretario Antonio Tajani, ragiona sul progetto. “Noi chiediamo di vedere l’emendamento. Non abbiamo preso nessuna decisione. Quindi vediamo la loro proposta, siamo aperti a valutare. Chiaramente siamo una coalizione coesa e quindi si discute”. Interpellata se vorrebbe che la legge prevedesse l’alternanza di genere per i capilista, ha risposto: “Ritengo di sì”. Per Raffaele Nevi, “la riforma della legge elettorale nasce con un obiettivo preciso: garantire la governabilità e consentire ai cittadini di scegliere con chiarezza da chi vogliono essere governati. Vogliamo evitare la frammentazione dei micropartiti e assicurare governi stabili, in grado di durare cinque anni e di realizzare il programma scelto dagli elettori”.
Per questo, è il ragionamento del portavoce nazionale forzista, ai microfoni di Sky Start, “è previsto che le coalizioni indichino il candidato premier prima del voto, rafforzando il rapporto tra il consenso popolare e l’azione di governo. Quanto alle critiche delle opposizioni, siamo di fronte a una rappresentazione che non corrisponde al contenuto della riforma. Al contrario, stiamo discutendo anche dell’introduzione delle preferenze proprio per aumentare ulteriormente il potere di scelta degli elettori. Fa sorridere che chi oggi parla di difesa del voto popolare abbia esultato quando è stato respinto l’emendamento sulle preferenze. La verità è che questa riforma punta a rendere il sistema più stabile e più trasparente, non certo a ridurre il ruolo dei cittadini”.
Ieri, il senatore azzurro Roberto Rosso, al termine della riunione dei senatori azzurri con Tajani, ha rivendicato la compattezza forzista. “Abbiamo fatto un lungo ragionamento e chiediamo agli alleati un incontro per conoscere prima le intenzioni” sull’emendamento sulle preferenze alla legge elettorale “in modo che non si debba ragionare successivamente ma prima di presentare l’emendamento. Chiediamo di vedere l’emendamento, ora non abbiamo contezza se lo presentano o no e com’è fatto. Quindi per ora non è un no, non è un sì. Se volete, è un ni. Vorremmo vedere come è l’emendamento, se è lo stesso della Camera, se è stato corretto o se possiamo correggerlo insieme e poi presentarlo”.
Intanto, è fissato al primo settembre alle 12 il termine per presentare emendamenti alla legge elettorale. Così ha deciso la Commissione Affari costituzionali del Senato, che da oggi avvierà la discussione generale sul disegno di legge. Lo ha riferito il presidente della Commissione, Andrea De Priamo di Fratelli d’Italia. De Priamo ha aggiunto: “Domani alle 9 recuperiamo un’audizione che era saltata e poi inizieremo la discussione generale che durerà tutta la prossima settimana e all’occorrenza convocheremo anche sedute serali”. Alla domanda sul perché sia stato fissato il termine per gli emendamenti a inizio settembre ha risposto: “Quel termine prende atto dei contenuti delle audizioni, della necessità di approfondire alcuni aspetti e delle interlocuzioni con le forze politiche sia della maggioranza che dell’opposizione”. Il senatore ha concluso che presumibilmente “il 2 settembre potrebbe riunirsi un ufficio di presidenza per verificare i tempi dell’illustrazione e votazione degli emendamenti”. Al Senato le dichiarazioni di voto e il voto finale sulla riforma della legge elettorale sono calendarizzati in aula il 15 settembre a partire dalle 10. A riferirlo in aula è stato ieri il vicepresidente Gian Marco Centinaio aggiornando il calendario dei lavori parlamentari, dopo una breve conferenza dei capigruppo che si è svolta a Palazzo Madama. Il senatore ha aggiunto che l’esame in aula è previsto dal 9 settembre “senza orari di chiusura” e continuerà l’11 e il 14 settembre.
di Manlio Fusani