venerdì 24 luglio 2026
Ieri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha compiuto 85 anni, e da quello che si è appreso dalle maggiori testate giornalistiche nazionali ha trascorso la giornata nella tenuta presidenziale di Castelporziano, assieme ai suoi familiari.
Questo compleanno arriva nell’anno in cui ricorrono i 70 anni della pubblicazione da parte del presidente della Repubblica Luigi Einaudi de Lo scrittoio del presidente, un libro di scritti e memorie, mandato alle stampe non appena concluso il suo mandato al Quirinale.
Le cronache ci hanno offerto anche alcuni paralleli sviluppati da alcuni giornalisti tra le due figure presidenziali. Sappiamo bene quanto Mattarella reputi fondamentale la figura di Luigi Einaudi per la presidenza della Repubblica, e senza dubbio, egli ha ben utilizzato quella grammatica istituzionale costruita da Einaudi, e nel solco di tale tradizione ha costruito anche il suo doppio mandato.
Quando gli fu proposto il progetto delle celebrazioni per I 150 anni della nascita di Einaudi concesse non solo l’Alto Patronato del presidente della Repubblica che è il riconoscimento formale massimo concesso dal Capo dello Stato, presenziò anche il convegno di apertura delle celebrazioni, a Roma, al Campidoglio, e poi andò a Torino, in occasione della presentazione della pubblicazione dell’opera omnia da parte della Fondazione Einaudi di Torino. Un rapporto non meramente “formale” quello tra Mattarella ed il suo predecessore, ma di vera e profonda connessione istituzionale e di ruolo.
Tuttavia, alcune differenze tra Einaudi e Mattarella vi sono, e le rammentiamo qua, a futura memoria collettiva, sospinti anche delle polemiche sorte in questi giorni sul potere di grazia, e dato che si fa un gran parlare di poteri e prerogative del presidente della Repubblica, ricordiamo che non c’è solo la grazia.
Parliamo dunque un po’ di numeri, e in merito alla grazia, ricordiamo che il presidente della Repubblica Luigi Einaudi concesse 15.578 grazie, contro l’attuale presidente che ne ha concesse solo 71. Ma allora si usciva da una guerra mondiale, un regime dittatoriale ventennale ed una guerra civile. Insomma, ben altra situazione.
Parlando di altre prerogative presidenziali, il Taccuino vuole proporre un altro ambito in cui il parallelo tra i due presidenti appare molto interessante.
Tra gli articoli della Costituzione che riguardano il presidente della Repubblica e le sue prerogative ricordiamo gli articoli 74 (rinvio formale di legge) e l’articolo 87 (messaggi alle camere).
Luigi Einaudi ha esercitato il potere di riesame previsto dall’articolo 74 della Costituzione ed effettuato quattro rinvii di legge alle Camere durante il suo mandato come presidente della Repubblica. Il primo ed il secondo rinvio, furono fatti da Einaudi nel 1949, quando rinviò due provvedimenti in materia di spesa -pubblica - bocciate per la mancata indicazione dei mezzi di copertura finanziaria (ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione 4 comma, che lui aveva tanto contribuito a scrivere, devastato in epoca recente dove al pareggio è stato sostituito l'equilibrio di bilancio). Il terzo rinvio fu operato nel 1950 e riguardava la legge sull’immissione in ruolo di incaricati di funzioni giurisdizionali, bloccata per la violazione dell’obbligo di concorso pubblico per i magistrati (articolo 106 della Costituzione), ed infine l’ultimo rinvio (nel 1953) fu quello della Legge di proroga dei diritti “casuali” al personale dei ministeri del Tesoro, delle Finanze e della Corte dei Conti.
In tali occasioni, ha inviato 4 messaggi motivati di rinvio delle leggi alle Camere ai sensi dell’articolo 74 della Costituzione (per chi volesse approfondire, li trova pubblicati ne Lo scrittoio del Presidente (1948-1955), Einaudi, Torino, 1956, pp. 208-229, ma già la lettura delle indicazioni fornite qua fa comprendere come Einaudi avesse profondamente a cuore il fatto che non si spendesse più di quello che arrivava dal prelievo fiscale dei contribuenti, quale segno del buono stato di salute dello Stato, dell’economia e del sistema intero del Paese. Attenzione andata perduta, purtroppo, dato il debito monstre che ci attanaglia da decenni).
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha effettuato un solo rinvio di legge, con relativo messaggio formale alle Camere (e richiesta di riesame) di una legge alle Camere ai sensi dell’articolo 74 della Costituzione, nel 2017, quando rinviò la legge sulle misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo a causa di un difetto di coordinamento normativo che escludeva erroneamente alcune sanzioni; mentre in molti altri casi Mattarella ha scelto di promulgare le leggi firmandole, ma accompagnandole con comunicati o “lettere di rilievo” per segnalare al Parlamento e al Governo profili di criticità o dubbi di legittimità costituzionale, senza bloccare formalmente l’iter con un rinvio. Più volte ha inviato normali comunicazioni e messaggi di insediamento o di fine anno.
Due uomini, due storie personali ed istituzionali, due modi di interpretare lo stesso ruolo. La stessa grammatica.
Conoscere per deliberare. Sempre.
Ps: La residenza estiva del presidente della Repubblica Luigi Einaudi durante il suo mandato (1948–1955) fu il Palazzo Farnese a Caprarola, in provincia di Viterbo, con una preferenza particolare per la Casina del Piacere situata all’interno dei giardini alti. Vi ospitò anche illustri personaggi come l’economista e premio Nobel Friedrich von Hayek, il quale nell’estate del 1948 fu ospitato nella residenza estiva presidenziale.
In quell’occasione due economisti e massimi esponenti del liberalismo europeo (che si erano incontrati anche al Quirinale) discussero principalmente delle politiche economiche del dopoguerra e del Piano Marshall.
di Elvira Cerritelli