Spetta all’Italia difendere la Corte penale internazionale

mercoledì 15 luglio 2026


Durante la Conferenza di Versailles del 1919, a conclusione della Prima guerra mondiale, Vittorio Emanuele Orlando, il ministro della Vittoria, grandissimo giurista, s’oppose all’idea d’un processo al Kaiser dell’Impero Germanico per crimini di guerra, in quanto non esisteva allora un giudice penale internazionale precostituito, per decidere in base a norme certe. I giudici ad hoc non hanno nessun valore giuridico. Nel corso del tragico XX secolo la dottrina italiana, malgrado Norimberga, è sempre stata su tali posizioni. Per questo si aprì a Roma, il 17 luglio 1998, la Conferenza internazionale per l’istituzione della Corte penale internazionale.

Essa è competente a giudicare individui i quali, come organi statali o semplici privati, abbiano commesso gravi crimini di rilevanza internazionale, previsti nello Statuto della Corte stessa.

Naturalmente, nessuna cosa umana è perfetta e anche i verdetti di qualsiasi giudice possono essere discutibili, ma è comunque un enorme passo avanti nella civiltà giuridica. Corre sottolineare come, in base al principio di complementarità, la giurisdizione della Corte, rispetto ai crimini menzionati nello Statuto, possa esercitarsi solo quando lo Stato che ha giurisdizione sul caso non abbia la volontà o la capacità di perseguire il crimine mediante i propri tribunali. Quindi essa non lede assolutamente la sovranità degli Stati.

Adesso il Segretario di Stato degli Stati Uniti d’America, Marco Rubio, purtroppo di origine italiana, ha lanciato una campagna diffamatoria, del tutto immotivata, nei confronti della Corte. Si è spinto anche a minacciare di ritorsioni gli alleati che appoggiassero l’istituzione. Questo fa parte dell’azione regressiva in atto non solo da parte dell’amministrazione statunitense di Donald Trump, ma anche della Federazione Russa e della Cina comunista.

Solo l’Unione europea e gli Stati confederati nel Consiglio d’Europa sono, fino adesso, coesi nel difendere questa conquista di civiltà giuridica, di origine squisitamente italiana. Speriamo che il nostro governo si mantenga saldo.


di Riccardo Scarpa