Ranucci dovrebbe spiegare la sua amicizia con Lavitola

mercoledì 8 luglio 2026


Gli accostamenti del governo all’attentato a Sigfrido Ranucci, al momento, non reggono più. quando il 16 ottobre 2025 un ordigno rudimentale piazzato davanti all’abitazione del giornalista a Campo Ascolano ha distrutto la sua auto e danneggiato quella della figlia, si sono moltiplicate ricostruzioni e insinuazioni che hanno cercato di collegare il grave episodio all’esecutivo. Ma la recente iscrizione nel registro degli indagati di Valter Lavitola come mandante dell’attentato starebbe portando le indagini verso altri lidi. Già il giorno successivo al fatto, intervenendo al congresso del Pse di Amsterdam, la segretaria del Partito democratico Elly Schlein dichiarò: “Voglio esprimere la mia solidarietà a uno dei più noti giornalisti d’inchiesta italiani, Sigfrido Ranucci, perché ieri è stata trovata una bomba davanti a casa sua. La democrazia è a rischio, la libertà di espressione è a rischio quando l’estrema destra è al governo”.

La vicenda è approdata poi in Commissione antimafia, dove Ranucci venne ascoltato dopo l’attentato. Nel corso dell’audizione, il giornalista chiese di secretare la parte della seduta dedicata alla risposta alla domanda del senatore Roberto Scarpinato: “Lei ha dichiarato di essere stato pedinato su richiesta del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari. Ci vuole raccontare meglio questo episodio e farci capire se ci può essere se una connessione con quanto gli è accaduto?”. Ranucci ha risposto: “Posso chiedere di andare in segreta e allontanare i consulenti?”. Immediata la replica del sottosegretario: “Mi auguro che, nella sua risposta, Ranucci abbia avuto il decoro di non assecondare il delirio di Scarpinato e l’onestà intellettuale di ritrattare l’accusa surreale che mi aveva mosso di averlo fatto pedinare dai nostri servizi. Ho l’impressione che, nella smania di attaccare il governo, si sia ormai ampiamente superato il limite del buonsenso”. Il 7 novembre 2025 la Procura di Roma ha chiesto di acquisire il verbale dell’audizione di Ranucci davanti alla Commissione antimafia, inclusa la parte secretata della seduta.

La vicenda è tornata al centro dell’attenzione il 19 aprile scorso, quando una puntata di Report cercò di stabilire un collegamento tra l’attentato e il deputato di Fratelli dItalia Gimmi Cangiano. L’inchiesta, intanto, proseguiva. Nei mesi successivi i Carabinieri arrestarono quattro presunti esecutori materiali dell’attentato del 16 ottobre. Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe agito su commissione. La svolta è arrivata l’altro ieri, quando l’imprenditore ed ex editore Valter Lavitola è stato iscritto nel registro degli indagati. Contestualmente gli investigatori hanno eseguito una perquisizione, acquisendo dispositivi elettronici mentre proseguivano gli accertamenti sul movente e sull’eventuale coinvolgimento di altri soggetti.

Dopo la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati, Ranucci ha commentato così la vicenda: “È mio amico, l’ho anche detto in Commissione di vigilanza Rai. Dopo essermi occupato di lui in tante inchieste, siamo rimasti amici. È una persona con la quale credo di avere un rapporto vero, sono sconvolto. Ho fiducia nel lavoro dei Carabinieri e dei pm, aspetto di leggere le carte per capire cosa dicono”. E ancora: “Per me Valter è un amico, dal 2019 ci sentivamo quasi tutti i giorni. Sono sconvolto, sconcertato, non so che cosa pensare, se non che mi affido alle indagini della Procura. In questo momento non mi sento di rilasciare altre dichiarazioni”.

Alla luce degli ultimi sviluppi investigativi, Fratelli dItalia evidenzia come gli inquirenti abbiano individuato sia i presunti esecutori materiali sia, secondo l’ipotesi accusatoria, il presunto mandante dell’attentato, tutti soggetti ritenuti estranei alle istituzioni. Per questo il partito chiede che venga fatta piena luce sulla vicenda, sul movente dell’attentato e sui rapporti tra Ranucci e Lavitola. Inoltre, Fratelli d’Italia sollecita le scuse di Elly Schlein, dello stesso Ranucci e della trasmissione Report per aver accostato il governo, il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari e il deputato Gimmi Cangiano all’attentato. Poi sorge spontanea la domanda: perché un caro amico di Ranucci gli avrebbe fatto mettere una bomba sotto casa? Qual è il movente di questa assurda vicenda? Ranucci si è sempre presentato come il “moralizzatore” della politica, arrivando a costruire teoremi accusatori sulla base di elementi come i “selfie”. Oggi, alla luce degli sviluppi dell’inchiesta, è lui a dover spiegare la natura, la frequenza e le ragioni della sua amicizia con Lavitola.


di Redazione