L’ipocrisia delle autorità indipendenti e degli organi di garanzia

mercoledì 8 luglio 2026


Sono fermamente convinto che le cosiddette “autorità indipendenti”, banche centrali, Antitrust, Consob e le autorità di garanzia, che sono considerate, nelle democrazie liberali, come lo strumento principe per riequilibrare (check and balance) il potere politico dell’Esecutivo, in realtà hanno poco di indipendenza dalla politica. Sono invece, a mio modesto avviso, fondamentali le norme che ne disciplinano la loro durata in carica. È indipendente dal potere politico la nomina dei giudici della Corte costituzionale in Italia? È super partes il presidente della Repubblica italiana che è stato eletto da un Parlamento a maggioranza di centrosinistra? Una volta nominati o eletti, ipso facto, non si faranno influenzare da chi li ha nominati o da chi li ha eletti? Sui media italiani, prima di commentare le decisioni prese dalla Corte Suprema americana, viene sempre anteposto il fatto che la maggioranza dei 9 membri (6 su 9) sono stati nominati da presidenti repubblicani degli Stati Uniti e 3 da presidenti statunitensi democratici. Dei sei giudici conservatori, in carica a vita, tre sono stati nominati dal presidente Donald Trump. Pertanto, sono implicitamente considerano viziate, le decisioni della suprema corte Usa, dalla loro appartenenza politica prima della loro nomina.

Tuttavia, a differenza della Corte costituzionale italiana, i giudici della Corte Suprema americana vengono nominati a vita e quindi difficilmente possono essere influenzati nelle loro decisioni dal presidente pro tempore degli Stati Uniti. La Corte costituzionale italiana si compone di 15 membri, durano in carica 9 anni e non possono essere rieletti. I giudici costituzionali in Italia: 5 sono nominati dal presidente della Repubblica; 5 dal Parlamento in seduta comune e 5 dalle supreme magistrature (3 Cassazione, uno Consiglio di Stato e uno dalla Corte dei conti). È lecito poter pensare che nell’attuale composizione della Corte costituzionale possano prevalere giudici di orientamento di centrosinistra? Eppure, sui media italiani, non si considera mai questo aspetto che in linea teorica potrebbe influenzare le sentenze della Corte costituzionale. Anche per questa ragione è importante che nel 2029 venga eletto un capo dello Stato di orientamento conservatore per cercare quantomeno di riequilibrare gli orientamenti politici dei giudici che siedono sugli scranni di Piazza del Quirinale, 41.

Non credo alla assoluta indipendenza di giudizio dei membri della Corte costituzionale. Il loro voto è sempre influenzato dal proprio sentire politico. Mi sorge anche il dubbio che la recente decisione di aumentare gli stipendi di 16mila euro l’anno ai magistrati, con effetti economici retroattivi (retroattività che non è stata riconosciuta dalla Corte costituzionale agli altri dipendenti pubblici). C’è stato da parte della corte un occhio di riguardo nei confronti degli altri magistrati? Forse questa è una mia cattiveria gratuita. Sono stanco di sentire che in democrazia sono fondamentali le “autorità indipendenti” e le “autorità di garanzia” per garantire i cosiddetti “pesi e contrappesi” e per limitare i poteri dell’Esecutivo. Le “autorità indipendenti” sono anch’esse nominate da chi pro tempore, in quel momento detiene il potere. Se le stesse autorità fossero state nominate da un Presidente della Repubblica eletto da un altro Parlamento o dal precedente Governo non potrebbero avere un atteggiamento pregiudiziale contro l’attuale Esecutivo? Basta ipocrisie!


di Antonio Giuseppe Di Natale