Legge elettorale, Donzelli: “Sulle preferenze faremo proposte agli alleati”

mercoledì 1 luglio 2026


“Faremo delle proposte agli alleati sulle preferenze ma è un tema che ancora non si è affrontato”. Lo ha spiegato ieri il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli alla conclusione della riunione del centrodestra sulla legge elettorale. “C’è la richiesta molto forte delle opposizioni di rimandare di un’ulteriore settimana il dibattito alla Camera. Se c’è un evento di partito importante, vedremo. È un iter lungo”. Un fatto è certo: la maggioranza sarebbe pronta a discutere il “Bignami due”, il nuovo testo depositato in Commissione Affari costituzionali alla Camera e che dovrebbe essere adottato come testo base. Alcune delle novità, si spiega, potranno arrivare direttamente nella fase emendativa in commissione mentre altre saranno proposte direttamente in Aula. E ad ogni modo, si ragiona dalle parti di FdI, molto dipenderà anche dall’atteggiamento che terranno le opposizioni in fase di discussione. Nello specifico una modifica – che potrebbe arrivare prima dell’Aula – dovrebbe garantire il collegamento tra i voti espressi in Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta con quello nazionale, attualmente esclusi dal computo delle cifre elettorali a livello globale. Un punto che, secondo alcuni costituzionalisti, garantirebbe il principio del voto eguale. Non solo – ha osservato nei giorni scorsi Stefano Ceccanti – “la differenza di voti del Trentino Alto Adige potrebbe in astratto in vari casi ribaltare il vincitore”.

Nell’idea del centrodestra l’obiettivo della misura del Bignami due è quello di salvaguardare la specificità dell’offerta politica del Trentino non obbligando alla scelta di una coalizione. Ma l’ipotesi che starebbe prendendo piede sarebbe quella di lasciare la possibilità di collegamento con una lista nazionale. Novità ci sarebbero, poi, sul fronte del voto all’Estero. E un’altra modifica che potrebbe arrivare riguarderebbe la distribuzione sul territorio dei listini premio che – si specificherà – dovranno essere presenti in tutte le circoscrizioni e Regioni. Su questo tema resta, poi, tutta da capire la modalità di distribuzione dei 70 deputati e dei 35 senatori del premio. Servirà, per questo, un patto interno alle coalizioni, con più di qualcuno che inizia a ragionare, sia a destra che a sinistra, sull’ipotesi di introdurre figure anche non politiche come professori o esponenti della società civile. Nelle intenzioni del centrodestra si conferma, poi, la linea di una proposta sulle preferenze da discutere direttamente in Aula. Il tema, del resto, è divisivo nella maggioranza. È tutto da capire, però, quale sarà l’atteggiamento a fronte di proposte di modifica in questo senso che arrivino dall’opposizione o dai vannacciani. “Futuro nazionale presenterà emendamenti in commissione per introdurre il voto di preferenza”, fa sapere Edoardo Ziello, deputato del movimento del generale. Nessun cambio sarebbe, invece, per ora alle viste, sull’indicazione del candidato premier, un punto che vede invece la contrarietà dell’opposizione, a partire dai dem. Del resto, il centrosinistra resta su posizioni decisamente critiche sul complesso della riforma. Anche se la maggioranza riferisce di contatti con l’opposizione, in particolare dopo le Amministrative: contatti che il centrosinistra smentisce. “Il Melonellum azzera la sovranità e la libera scelta dei cittadini”, va all’attacco intanto il Pd con Dario Parrini, vicepresidente della Commissione Affari costituzionali del Senato. Mentre la pentastellata Vittoria Baldino accusa: “Cambiarla a un anno dal voto serve ai partiti e non ai cittadini”. Un punto che evidenzia anche Nicola Fratoianni di Avs: “La destra continua la lunga tradizione del cambiare le regole del gioco all’ultimo momento. Stanno scrivendo il “Fregatellum”.


di Manlio Fusani