martedì 30 giugno 2026
Per fortuna, ma in questo particolare caso sfortunatamente, gran parte degli italiani pensa a un ufficiale delle forze armate come a una persona coraggiosa, capace e fedele ai propri principi. Questo spiega perché Roberto Vannacci, generale di divisione, non appena ha fondato un proprio partito politico, Futuro nazionale, secondo alcuni sondaggi, avrebbe raggiunto il 5 per cento dei possibili suffragi, se si votasse. I sondaggi sono molto spesso ingannevoli, ma il punto è un altro: se un certo tipo di persona di destra fosse stata attratta da un alto ufficiale in forza delle suddette qualità morali connesse all’uniforme si sbaglierebbe di grosso. Roberto Vannacci non corrisponde in nulla a quell’idea. È un ufficiale il quale, ancora in servizio permanente effettivo, si è messo a digitare, sul suo computer il testo di un libro. Sarebbe stato suo dovere, prima di renderlo pubblico, sottoporlo alla lettera dei capi di Stato maggiore generale dell’Esercito e delle forze armate, nonché al ministro della Difesa.
Vuoi in quanto, in ragione di comandi e incarichi ricoperti, è a conoscenza di questioni rilevanti; vuoi perché le opinioni espresse potrebbero confliggere con la politica militare dello Stato. Invece no. Ha pubblicato il libro in proprio e, in base anche a rapporti con la stampa, si è lanciato in tutta un’opera di promozione dell’opera. Poi, siccome quella campagna, pubblicitaria e non militare, è andata bene, ha accettato una candidatura all’assemblea del Parlamento europeo senza, prima, ritirarsi dal servizio permanente effettivo. Posizione dalla quale è cessato solo perché il ministro della Difesa non ha potuto fare altro che espellerlo. Per qualcuno, un soldato resta pur sempre un cittadino, con elettorato attivo e passivo. È vero, ma un comandante ha sotto di sé degli uomini, e chiedere il voto, anche se fuori dalle caserme, è pur sempre una pressione psicologica impropria. Roberto Vannacci, una volta eletto, si sbraccia nell’ostentare fedeltà al partito nelle liste del quale è stato eletto. Poi, d’improvviso, senza nessuna causa reale, se non inventata a posteriori, se ne va; sbatte la porta in faccia e fonda il suo partito. Non ha addosso un’uniforme onorata, ma una gabbana più volte rivoltata.
di Riccardo Scarpa