Testimone del caso Minetti: dichiarazioni distorte

martedì 9 giugno 2026


Il castello di carte sembrerebbe essere caduto. Dopo la richiesta di risarcimento danni alla Rai e al Fatto Quotidiano, ci sono stati nuovi sviluppi sul caso delle presunte feste organizzate nella tenuta uruguaiana di Punta del Este da Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani. Graciela Mabel De Los Santos Torres, la supertestimone del caso che ha riguardato la grazia concessa alla donna, ha deposto una dichiarazione notarile. Secondo quanto riportato online dal quotidiano Domani, l’atto è stato formalizzato davanti a un notaio il 29 maggio scorso. Nel documento Torres ha affermato: “In relazione alla signora Nicole Minetti, si lascia espressa constatazione che, durante tutto il periodo in cui ho lavorato nella Chacra Gin Tonic, non ho mai assistito né mi consta in alcun modo con certezza che la signora Minetti fosse coinvolta in una presunta operazione finalizzata a cercare, reclutare, assumere o in qualsiasi modo indurre o invitare prostitute in alcun luogo”. Nella stessa dichiarazione, la donna ha precisato inoltre che “alcune mie dichiarazioni siano state estrapolate dal contesto”, lamentando una “esposizione pubblica non desiderata”. Un chiarimento che interviene dopo le polemiche seguite alla pubblicazione delle sue precedenti affermazioni. Torres ha poi aggiunto ulteriori dettagli riguardo al ruolo di Minetti negli ultimi anni: “Da quando hanno adottato suo figlio – ha inoltre detto Torres in riferimento a Minetti – la sua attenzione è stata principalmente rivolta alla cura e all’educazione del bambino”. Quanto ai rapporti con Giuseppe Cipriani, la donna sostiene che “si è trattato di una situazione di molestia lavorativa, conflitto risolto mediante accordo transattivo tra le parti”.

La vicenda è stata richiamata anche dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervenuto al Forum PA 2026 in corso a Roma. Il Guardasigilli ha commentato le polemiche politiche nate attorno al caso della grazia a Minetti. “Io sono stato aggredito in modo improprio in Parlamento dall’opposizione, ma fa parte della fisiologia della politica. Quello che mi ha stupito è che queste persone non avessero capito che l’attacco di quel giornale non era nei miei confronti, ma era nei confronti del capo dello Stato e quindi sono cadute in questo tranello, quando anche un bambino avrebbe capito che il bersaglio non ero io, ma era Mattarella”, ha dichiarato il ministro. Nordio ha quindi rivendicato il proprio atteggiamento nei confronti delle critiche ricevute dalle forze di opposizione, sottolineando come le richieste di dimissioni avanzate nei suoi confronti rientrino nella normale dialettica politica. “Le opposizioni hanno chiesto le mie mie dimissioni, adesso sto facendo la raccolta di tutto quello che hanno detto. Però questo io lo considero parte della fisiologia politica, non mi permetterei mai di reagire in sede giudiziaria”, ha concluso.


di Redazione