Thomas Mann, la guerra e le Ursule

giovedì 4 giugno 2026


È di alcuni giorni addietro la notizia che il Parlamento europeo ha votato quasi all’unanimità (contrari i 5 stelle) una cifra colossale di miliardi, tolta ai cittadini europei, a favore dell’Ucraina per la sua guerra e distruzione e non solo! Niente diplomazia, solo soldi, per distruggere e ammazzare, per poi ricostruire! Deve erompere e perfino zampillare un fluido venefico molto efficace da parte della Commissione europea e da parte dei 27 capi degli Stati membri, tra cui l’Italia, per riuscire a condizionare con tali risultati tutti questi personaggi del Parlamento europeo che, accecati dal loro generale odio verso la Russia, hanno colpevolmente azzerato tutti i principi costitutivi e fondativi dell’Unione europea, e non solamente, a favore degli armamenti, oggi. La parola di Papa Francesco, come pure le esortazioni ripetute e ribadite di Papa Leone, i vicari di Cristo in Terra, valgono meno di zero per i guerrafondai: eppure è stata secolare pratica della Chiesa di severamente punire l’indifferenza alle sue parole, cioè blasfemia ed empietà: è vero oggi forca e roghi e lapidazioni per il Cristianesimo, ma non per altre confessioni, sono pagine cancellate, ma non la scomunica e la pubblic rampogna. Ripudiare le sante parole del Papa è pari ad abiura vera e propria, non è il solito transfughismo politico da una ideologia ad un’altra, è colpa grave: un peccato! Una trasgressione voluta e consapevole alla legge di Dio, come scritta nella Bibbia.

Mi è perciò arduo a comprendere i motivi della assenza della pur contemplata espiazione. In aggiunta come può l’Europa, se cristiana come si professa, fare l’apologia della guerra e delle armi e della ostilità? Che qualità di parlamentari al servizio degli europei è mai questa? È troppo umiliante ricordare quanto è scritto nei Trattati di Roma sui doveri e obblighi dell’Europa comunitaria, di pace e fratellanza verso tutto il mondo, ora perfino criminalmente abrogati, a favore della guerra di Joe Biden e della Nato e di Volodymyr Zelensky e di Donald Trump & company dei quali l’Europa delle Ursule e degli Ursuli è serva felice. È vero, è perfino troppo facile, addirittura arricchente e profittevole fare la guerra, arduo e intelligente favorire invece il colloquio e la pace e il benessere comune, realtà che bellicisti e capitalisti ripudiano anzi combattono strenuamente. Il da poco defunto presidente del Parlamento europeo David Sassoli ha scritto: “Oggi abbiamo bisogno di Europa, di un’Europa che sia e diventi uno strumento di pace. La pace è amicizia tra i popoli, è cooperazione tra gli Stati, condivisione di sovranità con gli organismi internazionali”. Tutto saltato in aria, grazie alle Ursule e ursuli, pedagoghi della guerra e della morte, servi della Nato e di Trump. “Dalle armi che sparano, dalle bombe che esplodono, dal riarmo sul nucleare”. La Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven alla fine contiene la corale dell’Inno alla gioia di Friedrich Schiller: è la glorificazione del regno della fraternità umana e della vittoria dell’uomo sull’oppressione e sulla tirannide politica, l’inno alla sua libertà: Alle Menschen werden Brueder… seid umschlungen, Millionen! (Fraternizzino tutti gli uomini abbracciatevi… anzi avvinghiatevi, a milioni!). La sinfonia è stata dichiarata Inno dell’Europa nel 1972 e nel 2001 dall’Unesco musica e parole dichiarate memoria del mondo e già nel 1964 San Benedetto, il Messaggero della istruzione, della devozione e del lavoro, dichiarato Patrono dell’Europa: Ora et labora et lege (Prega, lavora e leggi)!

È perciò una atroce beffa del destino che l’Europa sia capitata in mano di bombaroli quali Olaf Scholz, Emmanuel Macron e Friedrich Merz e di bombarole quali Ursula e le ursule sue colleghe del Parlamento europeo & Company. “Una bolla di inconsapevoli!”. Sono terrorizzato al pensiero della quantità di droni e missili che solcano il cielo: è inevitabile che qualcuno prima o dopo venga a esplodere in Italia e da noi i danni possono essere solo ed esclusivamente micidiali: i nostri governanti così sodali e così generosi coi soldi dei cittadini che distribuiscono, si rendono veramente conto dei pericoli cui vanno incontro? Lenin, maestro come nessun altro di rivoluzioni e di guerre, scrisse: “Nessuno uscirà vincitore dalla guerra. La guerra non è un giuoco, la guerra è una cosa mostruosa, che costa milioni di vite umane e a cui non è facile mettere fine!” (citazione contenuta in Lenin di Hélène Carrère d’Encausse). I cosiddetti parlamentari europei come hanno osato, come hanno potuto calpestare, quasi all’unanimità, impuniti, questi bastioni e queste barriere dell’amore e della fratellanza, a favore della guerra? Il lettore che ha curiosità e interesse, vada alla famosa lettera di Thomas Mann in risposta a quella del decano dell’Università di Bonn del 1936, tempo di nazisti, che gli revocava la ad honorem causa già concessa e successivamente anche la revoca della cittadinanza. Al posto di Germania e analoghi, immaginare Europa: è la medesima situazione di oggi (Küsnacht am Zürichsee, Capodanno 1937).        


di Michele Santulli