giovedì 28 maggio 2026
Sin dal lontano referendum del 1987 sul nucleare mi posi non poche domande. Negli anni successivi, affrontando, analizzando ed approfondendo mi resi conto che, effettivamente, le mie riflessioni erano non più solo sensazioni o semplici suggestioni, ma indizi ben precisi.
I verdi del sole che ride, Legambiente ed altri movimenti di sinistra estrema erano entrati in campo per “solare” gli italiani affondando decisamente, per l’ennesima volta, delle politiche energetiche. Non avevano certo questi signori la lungimiranza di Mattei, ma il danno fatto al nostro paese è immenso.
La sinistra ha da sempre rappresentato un problema per lo sviluppo del nostro paese. Un paese, il nostro, permeato da una fortissima presenza di un Partito Comunista, fatto di per sé anomalo e per tale motivo, considerato da tutte le democrazie come un serio problema.
Togliatti non era solo un leader di un partito comunista ma anche complice, ad esempio, delle ben note purghe staliniane. Residente in Russia per lungo tempo. Non prese le distanze dai crimini sovietici neanche dopo le denunce di Nikita Kruscev al XX Congresso del 1956!
Partito Comunista che, rappresentando una forte minaccia, è stato d’impedimento per il nostro paese di una transizione democratica. Moro fu ucciso per questo! Se in Italia non avessimo avuto il comunismo, la nostra democrazia non sarebbe stata bloccata ed asservita, e probabilmente sarebbe oggi tutta un’altra storia.
Ci sono state nel nostro paese due sinistre. Una democratica ed illuminata, patriottica e fedele alla nostra Costituzione, ed un’altra asservita alle logiche dell’Urss. Allo stesso modo, ci sono stati dei movimenti di estrema destra che sono stati usati più per controllare e sottoporre il nostro paese a politiche etero dirette contro i nostri interessi.
Tornando alla svendita del nucleare, ricordiamo come in quegli anni personaggi come Realacci, per gli amici Chicco, e tutta la falange e galassia estremista, scesero in campo, ancora una volta, ostacolando una tecnologia che è stata bandita non certo nell’interesse nazionale. Oggi, Chicco Testa ammette candidamente che il referendum contro il nucleare fu una scelta sbagliata!
Ma in un paese senza memoria e coscienza una tale ammissione avrebbe dovuto comportare l’esilio a vita per questi indigesti personaggi.
Potete solo immaginare quale è stato il conto che l’Italia ha dovuto pagare non solo in termini economici, ma anche di geopolitica. Chicco Testa fulminato sulla via di Damasco? Non credo proprio.
Trentamila miliardi delle vecchie lire è il prezzo che il nostro paese si è accollato per rinunciare ˗ e dismettere ˗ le centrali nucleari (i cui costi successivi di smantellamento evitiamo di prendere in considerazione) per importare energia nucleare dalla Francia ogni anno.
Il nostro paese, con Enrico Fermi premio Nobel per la fisica, in collaborazione con i ragazzi di via Panisperna, sono stati i fautori di tale ricerca, tant’è che l’Italia è stata tra i membri fondatori dell’EURATOM, la Comunità Europea sulla Energia Atomica, accordo siglato a Roma il 25 marzo 1957. E, con tale blasfemo referendum, abbiamo rinunciato a rendere il nostro paese indipendente sotto il profilo energetico.
Ma c’è di più. Abbiamo perso in competitività, considerando il peso economico del caro consumi che le nostre aziende si sono sobbarcate ed il conseguente aumento del costo del lavoro. Abbiamo in qualche modo favorito la conquista ˗ e penetrazione nel nostro paese ˗ di aziende francesi che hanno acquistato a man bassa. Una nuova forma di colonialismo tessuto attraverso la conquista di gangli vitali.
C’è un aspetto di tutta questa vicenda che mi ha sempre insospettito. La campagna referendaria contro il nucleare, promossa dai Verdi del sole che ride e da Legambiente con Chicco Testa, ha esordito con una potenza di fuoco sui media esorbitante. Chi ha finanziato questa campagna?
Secondo aspetto. Molti dei personaggi che sono entrati a far parte dei verdi, nulla avevano in comune con tale istanza, ma erano ferventi militanti di partiti e movimenti di estrema sinistra, quali Ronchi, Boato.
La Francia ricordiamo come in quegli anni avesse un forte legame con personaggi di estrema sinistra del nostro continente. Ad esempio, è sufficiente approfondire il ruolo di Corrado Simione e della nota associazione Hyperion. Associazione con sede a Parigi, che è risultata essere il centro di un sistema che ha gestito e governato le brigate rosse ed influito e nociuto gravemente sul nostro paese.
Non dimentichiamo la teoria Mitterrand, sulla superiorità della legge francese rispetto a quella italiana che, ad esempio, ha sempre negato l’estradizione di noti terroristi.
O ancora, ricordare la protervia di un paese le cui leggi hanno sempre accolto la tesi che se una loro azienda corrompeva per raggiungere profitti in paesi esteri tale comportamento non costituiva reato. Rappresento a tal fine una intervista di Edmondo Bruti Liberati, ex segretario dell’Anm comparsa su L’Unità nei primi anni ‘90, diretta da Sansonetti a firma del giornalista Marco Brando. In tale intervista si affronta il caso di Cransniasky, un noto industriale che aveva devoluto circa 750 mila franchi al ministro del Commercio estero Michel Noir. Ebbene, ovviamente sulla base di tale principio, finirono tutti assolti.
E se corrompere per ottenere vantaggi in altri paesi, accogliendo terroristi rossi che si sono macchiati di crimini inenarrabili, era il motto di una certa politica francese, possiamo supporre che qualcuno ha avuto interesse a bloccare il nucleare in Italia?
Ricordiamo un altro episodio con l’ingegnere Felice Ippolito, segretario generale sin dal 1952 del Comitato nazionale per le ricerche nucleari, divenuto poi Comitato nazionale per l’energia nucleare (CNEN) nel 1960.
Nonostante enormi difficoltà, riuscì negli anni Sessanta ad operare attivando la centrale nucleare di Latina, la centrale nucleare del Garigliano e la Centrale nucleare Enrico Fermi a Trino. Grazie a tali iniziative l’Italia in quel periodo era il terzo paese al mondo per produzione di energia dal nucleare, disponendo di competenze e know-how molto avanzate. Ma stranamente finì indagato e sotto processo per reati minori, quali peculato, abuso di ufficio. Tutti reati di scarsa entità, ma, nonostante tutto, la sua condanna fu pesante.
Si comprese da subito che tale operazione sabotò la nascente industria nucleare.
Felice Ippolito fu in quel periodo tra i fondatori del Partito Radicale. Entrò poi nel Pci, come indipendente e fu eletto, per uscirne nel 1987, in contrasto con il referendum sul nucleare. Aderì allora al Partito Liberale e Repubblicano.
Il veto posto sul nucleare italiano e le sue campagne promosse dall’estremismo di sinistra è sempre stato sospetto. Anche perché tale scelta avrebbe dovuto essere condivisa, per avere senso, da tutti i paesi europei, considerando che siamo circondati da centrali nucleari!
Ma che la scelta del No al nucleare sia stata infelice, lo prova la recente adesione dell’Italia all’Alleanza nucleare guidata dalla Francia, in occasione del prossimo Consiglio sull’energia del 16 giugno 2026.
Abbiamo perso circa quaranta anni di ricerca. Abbiamo rinunciato a rendere il nostro paese meno dipendente da fonti energetiche con tutte le conseguenze immaginabili. È stato assurdo ed illogico abbandonare la ricerca sul nucleare ed investire solo nel solare, che sopravvive solo ad una economia assistita, quando nessuna ricerca può essere più o meno importante.
Le grandi scoperte sono sempre avvenute per caso e Serendipity racchiude in sé tale significato.
Alla luce di queste riflessioni è indubbio che i Verdi del sole che ride, Legambiente ed altri movimenti di sinistra, abbiano avuto un ruolo significativo nel mancato sviluppo di tali tecnologie, con un prezzo che tutt’oggi paghiamo. Tanto più che il leader di tale scempio, Chicco Testa, lo ha ammesso, senza mezzi termini.
In questo paese nessuno paga!
A questo punto non sarebbe il caso di aprire una Commissione di inchiesta sul nucleare e capire se certi movimenti ed influenze siano state casuali od etero dirette?
Grazie a vetero comunisti da sempre più nemici dell’Italia siamo ancora oggi una colonia e lo sviluppo del nostro paese viene temuto ed ostacolato in ogni modo. Quei vetero comunisti che probabilmente hanno avuto un ruolo primario nella cosiddetta Seconda Repubblica quando, con il falso slogan delle liberalizzazioni, si sono più che altro svenduti pezzi importanti del nostro paese.
Ovviamente c’è una sinistra illuminata che per questioni elettorali e di potere ancora oggi non è riuscita a fare i conti con la storia ed è ancorata al passato. Di riflesso tale situazione ha ostacolato ed ostacola allo stesso modo, anche nel centro destra una sana riflessione.
Aprire il vaso di Pandora, con una Commissione di inchiesta sul nucleare, sarebbe utile per capire come spesso alcune forze hanno remato ˗ e tutt’oggi remano ˗ contro il paese che apparentemente rappresentano.
Sarebbe utile smascherare tutte quelle forze politiche ed i loro leader, più che altro impegnati nel rappresentare narcisisticamente loro stessi e, non di certo, il Paese che rappresentano.
(*) Ex Segretario nazionale Verdi Verdi, presidente Ecologisti
di Roberto De Santis (*)