Legge elettorale, Donzelli: “Se non si scrive insieme responsabilità è di chi si sfila”

martedì 19 maggio 2026


Giovanni Donzelli sfida le opposizioni sulla legge elettorale. Il deputato e responsabile organizzazione Fratelli d’Italia parla con i cronisti a margine di una conferenza stampa alla Camera. “Dopo la chiusura delle audizioni – afferma – ci sarà la conferenza di capigruppo e di programmazione della prima commissione, che deciderà il proseguo dei lavori. Noi abbiamo dato massima disponibilità e continuiamo a dare massima disponibilità. Ma non viene accolta un granché dalle opposizioni, non da tutte. Alcune si sono presentate e hanno portato delle proposte migliorative, alcune accoglibili, alcune su cui stiamo riflettendo, altri rifiutano anche il dialogo”. Donzelli è convinto che le opposizioni “non potranno poi dire: Vogliono fare da soli la riforma della legge elettorale. Perché abbiamo chiesto di scriverla insieme, hanno detto No, ci vediamo dopo in commissione. Arrivata in commissione hanno detto: No, però non ci siamo visti come partiti. Abbiamo proposto di vederci come partiti e ai gruppi non sono venuti. Noi continuiamo a dire: Scriviamola insieme. Se poi però le regole del gioco non verranno scritte insieme, la responsabilità sarà di chi si è tirato fuori”.

Sui tempi, aggiunge Donzelli, “ci sarà la valutazione serena tra due tematiche: la prima quella di affrontare seriamente la discussione in commissione dando tutto il tempo anche a chi non è d’accordo con la legge di presentare gli emendamenti, discutere e fare proposte. L’altra è la richiesta, tra l’altro anche fatta pervenire dal presidente della Repubblica, di non modificare nell’anno del voto, quindi nel 2027, la legge elettorale. Questa è una richiesta a cui dobbiamo tenere tutti attenzione: c’è un’indicazione europea, per ora rimane un’indicazione vaga, a non cambiare legge elettorale nello stesso anno delle votazioni, l’auspicio è di riuscire a farcela senza per questo strozzare il dibattito della riflessione in commissione, cosa della quale non abbiamo alcuna intenzione”. Il vicepremier Matteo Salvini parla della legge elettorale a un gazebo della Lega a Bollate, nel Milanese. “Abbiamo dato l’ok a un testo, quindi per me il testo è quello. Ma non passo le mie giornate sulla legge elettorale. Abbiamo dato l’ok settimane fa – aggiunge Salvini rispondendo ai cronisti – e quindi non ho cambiato idea”.

Dal fronte opposto, il leader di Avs Nicola Fratoianni, nega ogni possibilità di confronto sulla legge elettorale con le forze di maggioranza. “Mi pare che siano loro ad avere l’ansia di cambiarla. Poi non ci devono accusare di non aver voluto dialogare quando hanno scelto con tutta evidenza di fare una forzatura. Comincino a togliere di mezzo il premierato se vogliono davvero un confronto”. In un’intervista alla Stampa, Fratoianni sottolinea che la legge proposta dalla maggioranza, ha molti aspetti discutibili. “Sotto il profilo della costituzionalità ha un enorme premio maggioranza: è una riedizione del premierato. Se sono in grado di dare qualche risposta ai problemi del Paese lo facciano, ma non mi pare sia così”. Attraverso la legge elettorale, il Governo, secondo Fratoianni, tenta di costruire “una scialuppa di salvataggio per la crisi che stanno attraversando. Trovo assurdo che di fronte alla situazione del paese inchiodare il parlamento a discutere legge elettorale invece che su problemi urgenti”. Alla domanda se, in caso di pareggio, non teme si andrebbe a nuove larghe intese, Fratoianni ha risposto così: “Non solo non mi piacciono le larghe intese, le considero inaccettabili. Ma ripeto: le elezioni si vincono con il consenso. Io sono sempre stato proporzionalista, per me la migliore legge elettorale è proporzionale”. In questo momento, ha ribadito, “non ci sono condizioni per aprire una discussione” e “mi pare che ci sia una forte coesione nel Campo largo su questo, come ormai accade sulla grande maggioranza delle questioni”.


di Manlio Fusani