lunedì 18 maggio 2026
Antonio Tajani immagina la nuova Forza Italia e conferma la propria leadership. Il segretario azzurro e ministro degli Esteri dal Palasport di Lamezia Terme lancia la corsa alla guida del partito in vista del congresso del 2027. “Chi si vuole candidare si candidi. Guai a mettere la mordacchia a chi vuole dare un suo contributo. Perché il partito non è una caserma”. Tajani rimarca la sua visione per il presente e il futuro forzista. “Gli eredi di Silvio Berlusconi sono i milioni di cittadini che votano Forza Italia”, dice con un accenno neppure troppo velato alle polemiche che lo hanno descritto inviso ai figli del Cavaliere. “Se non siamo in grado di mobilitarli commetteremmo un grande errore. Per questo i congressi servono, per spalancare le porte di Forza Italia e mettere a confronto le idee”. Ma dalla corsa alla leadership, ancora una volta, si sfila uno tra i principali accreditati, il vicesegretario e presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto: “Non cerco incarichi – ribadisce – perché ho cinque anni davanti alla Regione e voglio concludere il lavoro che ho iniziato”. Con una precisazione: “Intendo continuare a svolgere un’azione di stimolo all’interno del mio partito e del centrodestra”. Il pensiero corre alla “scossa liberale” che Occhiuto ha materializzato lo scorso dicembre a Roma, durante un evento organizzato a Palazzo Grazioli, letto da molti come la nascita di una corrente, lettura però reiteratamente respinta dal presidente della Calabria.
L’occasione per ribadire e mantenere le rispettive posizioni, in quella che da diversi mesi sembra una accorta e misurata partita a scacchi, è proprio un congresso, quello in Calabria, il primo di Forza Italia nella regione, dove al Palasport di Lamezia Terme il popolo azzurro si è stretto attorno ai propri leader. Il deputato e candidato sindaco per il centrodestra a Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, sostenuto da una mozione unitaria, è stato eletto segretario regionale venendo, quindi, confermato alla guida degli azzurri sul territorio. Presenti, oltre a Tajani e Occhiuto, la capogruppo al Senato, Stefania Craxi, che ha presieduto i lavori; il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo e la leadership calabrese del partito. Congressi regionali che appaiono come prove generali in vista di quello nazionale. Scelta rivendicata da Tajani. Idee e propulsione che a Occhiuto non mancano a cominciare dalla richiesta di “maggiore riformismo” e di “elementi liberali” che devono “essere portati da Forza Italia come ricchezza per un centrodestra capace di vincere le elezioni la prossima volta”. Il pericolo già presente, avverte Occhiuto, è che i giovani considerino “la nostra” come “una coalizione ingiallita ostaggio di vecchi retaggi”, a cominciare dal tema dei diritti civili. Ma sulla matrice ideologica di Forza Italia Tajani tiene il punto: siamo “una grande forza liberale. Penso di averlo dimostrato sempre”, dice, considerando “giusto lo stimolo che viene” da Occhiuto, perché “siamo tutti corresponsabili della linea politica. È bene che si discuta e ci si confronti. Sono sempre pronto a migliorare, a correggere”.
di Manlio Fusani