Una nuova architettura di sicurezza

lunedì 18 maggio 2026


UN VERTICE BLINDATO ALL’OMBRA DI SAN NICOLA

​Non è stato un incontro di cortesia, né una delle tante passerelle istituzionali che la cronaca politica consuma con rapidità. La visita a Bari del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha assunto i contorni di un vero e proprio Consiglio di Guerra dello Stato contro le derive più cruente della criminalità organizzata pugliese.

​Il palcoscenico dell’incontro è stata la Prefettura di Bari. Attorno allo stesso tavolo si sono seduti tutti i Procuratori della Repubblica del distretto di Bari e della provincia di Barletta-Andria-Trani (BAT), insieme ai vertici provinciali e nazionali delle Forze dell’ordine. La presenza simultanea della massima autorità politica del Viminale e del vertice della magistratura antimafia nazionale certifica la straordinarietà del momento: la Puglia non è più un problema locale, ma un’emergenza nazionale.

​A coordinare l’intero, delicatissimo ingranaggio istituzionale è stato il prefetto di Bari, Francesco Russo. Con la solita e indiscussa autorevolezza che ne contraddistingue la carriera, Russo ha saputo tessere la tela di un incontro tanto complesso, offrendo una sintesi perfetta tra le esigenze della magistratura inquirente e i comparti operativi della pubblica sicurezza.

​​IL FOCUS DI MATTEO PIANTEDOSI

​Le parole del ministro dell’Interno sono state nette. Piantedosi ha tracciato una linea di demarcazione rispetto al passato: il crimine pugliese sta cambiando pelle, facendosi sempre più feroce, efferato, militarmente organizzato e propenso al controllo pervasivo del territorio.

​“Non abbiamo una situazione organica particolarmente deficitaria, ma avvertiamo il bisogno chiaro di una presenza maggiore e più incisiva delle forze di polizia sul territorio”, ha dichiarato il Ministro.

​Il Focus strategico si è concentrato sulla necessità di non rincorrere l’emergenza, ma di anticiparla. Per fare questo, il Viminale ha messo sul piatto investimenti massicci in termini tecnologici, stanziando oltre 20 milioni di euro negli ultimi anni per la videosorveglianza in Puglia, con nuovi fondi pronti a essere sbloccati immediatamente. L’obiettivo è chiaro: colmare i limiti fisici degli organici con una barriera tecnologica impenetrabile.

LA MINACCIA DEI COMMANDO

​Il tema più caldo e urgente sul tavolo ha riguardato la piaga degli assalti ai portavalori e ai bancomat. Una specialità criminale in cui i gruppi foggiani, baresi e della BAT hanno sviluppato tecniche di stampo paramilitare: strade statali bloccate con Tir in fiamme, ruspe per sventrare caveau, l’uso di armi da guerra (come i fucili d'assalto Kalashnikov) e una ferocia che mette a repentaglio la vita di ignari automobilisti e guardie giurate.

​Su questo specifico punto, il Ministro Piantedosi ha lanciato la sfida più dura, evocando un parallelismo storico forte: “Faremo come accaduto anni fa con il contrabbando. Metteremo in campo una stretta repressiva totale contro queste organizzazioni criminali”. ​La strategia per stroncare questo fenomeno non passerà solo attraverso i pattugliamenti autostradali, ma colpirà la filiera logistica e finanziaria dei commando.

LA NUOVA SINERGIA

​Il vero elemento di novità scaturito dal vertice barese è la nascita di una nuova sinergia operativa interistituzionale. Un asse a tre punte che vede collaborare:

​Il Ministero dell’Interno, come cabina di regia politica e fornitore di risorse.

​Le Prefetture di Bari e della BAT, quali organi di coordinamento sul territorio e presidi di legalità amministrativa.

​La Procura Nazionale Antimafia, fondamentale per connettere i fili delle diverse indagini locali e tracciare i flussi finanziari dello spaccio di droga e del riciclaggio.

​Questa triangolazione è considerata fondamentale per scardinare la frammentazione delle inchieste. 

​​L’incontro non si è limitato alle analisi, ma ha prodotto soluzioni concrete per arginare un crimine sempre più efferato:

- Piani coordinati di controllo del territorio inter-provinciale: superamento dei rigidi confini amministrativi tra Bari e la BAT per l’inseguimento e il monitoraggio dei gruppi criminali in movimento.

- ​Protocolli di sicurezza speciali per la logistica dei valori: maggiore coordinamento tra le sale operative delle Forze dell'ordine e gli istituti di vigilanza privata che gestiscono i portavalori.

- ​Task force tecnologica: utilizzo di droni e sistemi di lettura targhe (ANPR) intelligenti lungo le principali arterie stradali della regione per intercettare i veicoli rubati o modificati per gli assalti.

- ​Presidio dei luoghi di aggregazione: massima attenzione al disagio giovanile e alle piazze di spaccio nelle città, per sottrarre manovalanza alle organizzazioni mafiose.

​Lo Stato ha risposto presente. L’impeccabile vertice di Bari, voluto e orchestrato dal Prefetto Russo, ha dimostrato che le istituzioni non hanno intenzione di arretrare di un millimetro di fronte alla ferocia dei clan. La sfida alla criminalità pugliese è aperta, e le armi affilate dal Viminale e dalla magistratura promettono di non lasciare zone d’ombra.


di Alessandro Cucciolla