Il Pd perde pezzi: Madia lascia Schlein e segue Renzi

martedì 5 maggio 2026


Marianna Madia dice addio al Partito democratico per un approdo riformista. L’ex ministra per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione dei Governi guidati da Matteo Renzi e Paolo Gentiloni si iscrive al Gruppo parlamentare di Italia viva. Secondo la deputata, al centrosinistra “serve qualcosa di più: riuscire ad avere una forza di riformismo radicale che si aggiunga a quelle di centrosinistra e che renda più forte la proposta politica per le prossime elezioni”. Questo, spiega Marianna Madia in un’intervista al Corriere della sera, Repubblica e Stampa, è il motivo che l’ha spinta a lasciare il Pd. “Credo – ha spiegato – che se nell’alleanza di centrosinistra nascesse un polo riformista forte migliorerebbe la qualità della proposta politica complessiva della coalizione progressista, visto che il Pd non governerà da solo”.

Parlando di Elly Schlein, Madia ha commentato così: “Siamo compatibili e in grado di costruire insieme una proposta politica di qualità. Non ci sono divergenze insanabili o linee rosse superate”. Per costruire la nuova forza riformista, a suo parere, “dobbiamo uscire dal Parlamento e andare a convincere forze civiche, persone che non si sentono rappresentate dalle forze politiche”. In particolare, “tutti coloro che ritengono che questa maggioranza e questo Governo stiano facendo male all’Italia e che allo stesso tempo pensano sia necessario rafforzare l’alleanza tra le forze progressiste, dal Pd al Movimento 5 stelle”. Il partito di Renzi, attualmente al 2 per cento, per Madia, “è solo un pezzo di un disegno più ampio e ambizioso. L’esito del referendum dimostra che c’è uno scarto tra chi ha detto no al Governo Meloni e chi oggi si riconosce in una politica diversa, più coraggiosa”.

La senatrice dem Sandra Zampa commenta la decisione di Marianna Madia. “Penso che le nostre disgrazie siano iniziate proprio quando i primi sono andati via. Spero ancora ci sia la volontà di ascoltare e di provare a capire perché tutto questo stia succedendo e spero che questa sua scelta solleciti il gruppo dirigente del Pd a farsi finalmente qualche domanda”. In un’intervista al Qn, Zampa rivendica il patto originario del Pd. “Noi siamo nati per unire mondi fino a quel momento separati. Se la reazione a un addio è meglio noi di qua e loro di là, allora si è totalmente dimenticato lo spirito fondativo. Marianna Madia – aggiunge Zampa – è stata ministra, e come lei nell’area riformista ci sono persone con molte competenze da spendere. Ascoltiamoli, allarghiamo il campo. Discutiamo. Il Pd era un partito rumoroso. Oggi nelle nostre stanze sento un silenzio irreale, e questa cosa mi preoccupa”. Parlando dei cambiamenti nel partito, Zampa sottolinea che, “ci sono ambienti politici che erano con noi e che ora sappiamo non esserci più vicini. Penso sia necessario dirlo, se no non se ne viene a capo. Confrontarsi e cercare una sintesi tra punti di vista differenti è faticoso. E la sintesi tra posizioni diverse è esattamente la funzione di un grande laboratorio politico quale era il Pd”.

Dal canto suo Matteo Renzi, commenta la scelta di Marianna Madia nella sua enews nel capitoletto intitolato Perché il centrosinistra deve avere una forte Casa riformista. “Viviamo in un mondo diverso”, scrive il leader di Italia viva. “C’è il bipolarismo e il centro non arriva a doppia cifra: quindi la scommessa non è costruire un centro alternativo ai due poli, ma far sì che le idee riformiste abbiano cittadinanza (e peso) dentro le coalizioni. Forza Italia ci proverà a destra ma sarà sempre stretta tra Salvini e Vannacci. Noi dobbiamo provarci a sinistra. E per farlo serviranno proposte (nelle prossime settimane farò alcuni eventi su temi come la cultura, l’innovazione, la geopolitica, il futuro per le Primarie delle idee) ma anche persone capaci di rappresentare una speranza. Per questo mando un caloroso in bocca al lupo ai tanti candidati di Casa riformista-Italia viva che correranno alle prossime amministrative del 24 e del 25 maggio e accolgo con un grande abbraccio Marianna Madia, già ministra della Pubblica amministrazione che si è unita a noi nella costruzione della Casa riformista. Chi conosce Marianna sa quanto saranno utili la sua tenacia e i suoi valori per realizzare insieme uno spazio politico decisivo per la vittoria del centrosinistra”.

Per Renzi, “ormai è chiaro: il centrosinistra può vincere le elezioni. E sei mesi fa non ci credeva nessuno. È altrettanto chiaro: chi per mesi ci ha parlato di un polo liberal-democratico diverso e alternativo alle attuali coalizioni si è già arreso e sa che sarà costretto ad allearsi o a destra o a sinistra. Noi vogliamo fare di Casa riformista uno spazio libero e partecipato. Servono i voti e non i veti. Servono le idee e non i pregiudizi. Servono le persone e non i tweet. Andiamo! E chi vuole darci una mano anche economica, contribuisca qui, se può”.


di Duilio Vivanti