giovedì 30 aprile 2026

L’Italia è popolata dalla Nazione più antica d’Europa, in quanto dall’antichità ebbe una sola cittadinanza, la romana. Poi, questa consapevolezza permase anche quando quello Stato, che per primo la unificò, perse l’Occidente. Si rilegga, ad esempio, Petrarca. Infine, ci fu il Risorgimento dello Stato. Questo Risorgimento si impose nella toponomastica, come è naturale fosse. Stato unitario con una fragilità: è sottodimensionato in un mondo sempre più globale.
Infatti, se ne accorsero il conte di Cavour, quando riuscì a mettere la marcia risorgimentale in un vasto quadro di alleanze europee; ed il generale Giuseppe Garibaldi allorché, ancora alla battaglia del Volturno e, poi, in convegni per la pace, affermò quel disegno avere senso solo se prodromico degli Stati Uniti d’Europa.
Purtroppo, adesso si ripresenta, da qualche anno, una reazione, con isterie di smembramento, nei confronti di tutti e due i Risorgimenti: d’Italia e d’Europa. Il più becero di questi investe il Mezzogiorno d’Italia, coi neoborbonici, cioè i nostalgici di un regime definito, da un osservatore esterno, William Ewart Gladstone, “la negazione di Dio”. Isteria manifesta con una vera iconoclastia toponomastica antirisorgimentale.
Un ultimo caso sfonda veramente la barriera del suono del ridicolo. Trebisacce è un paesotto di poco più di ottomila abitanti in provincia di Cosenza, attraversato da via Vittorio Emanuele III, con tutta evidenza in omaggio al Re Soldato dopo la vittoria nella Grande Guerra, che fu la Prima guerra mondiale, sentita da noi come quarta guerra d’indipendenza, col completamento dell’unità nazionale. Il regno successivo di quel sovrano è, oggi, molto discusso in sede politica e storiografica, ma tutti concorderanno trattarsi di personaggio storico di prima grandezza. Bene, anzi male, l’amministrazione comunale di quel paese avrebbe deciso di cambiare nome alla via. Con quello di chi? Di un parente dell’attuale sindaco! Questi, non lo so, potrebbe anche, in ipotesi, esser stata una brava persona, ma, e questo è evidente, del tutto irrilevante come personaggio storico.
Quell’amministrazione non si rende nemmeno conto del degrado che ne verrebbe al paese, percepito come un villaggio del meridione, del tutto estraneo alla storia della nazione.
di Riccardo Scarpa