C’era una volta il governo Meloni

giovedì 30 aprile 2026


C’era una volta in Italia… il governo Meloni. Quello dei record. Di durata, di prestigio internazionale, dei risultati economici significativi. Oggi però sembra essere tutto svanito. Non c’è più. Il pugile combattivo che metteva tutti in riga ha preso un cazzotto bello tosto, con il referendum perso sulla riforma della giustizia (preso per avere lasciato la guardia troppo scoperta), però a bene vedere era uno solo, e da allora pur non finendo al tappeto non ne ha imbroccata una giusta o quasi. Una sorta di Waterloo in progress grazie alla tattica da indietro tutta pur di non dispiacere a chi dalla sinistra quando critica il 99 per cento delle volte lo fa in perfetta malafede. E quindi: prima si rinnega Donald Trump sull’Iran e sulla polemica con il Vaticano, manco l’Italia fosse il Ministero degli Esteri della Santa sede ( con Donald che restituisce la cortesia sferrando a sua volta un altro cazzottone del tipo “fuoco amico”, o ex tale) poi si butta a mare Beatrice Venezi e si ridimensiona Pietrangelo Buttafuoco (cosa che casomai andava fatta due anni prima) e infine sgarbi su sgarbi contro il governo Netanyahu.

Da ultimo prendendo le difese di quegli scappati di casa della Freedom Flottilla. Si può andare avanti così? Magari fino alle elezioni del 2027 illudendosi di vincerle a man bassa? Buona fortuna a chi ci crede. Dicono che sia pure tornato in auge Gianfranco Fini come consigliere. Se fosse vero si vedono i risultati. L’elettore di centrodestra e di destra non voterà per Giuseppe Conte o Elly Schlein. Ma in queste condizioni semplicemente non andrà a votare. Nessuno vuole fare la Cassandra ma in hoc signo non vinces. E non si dica che qualcuno non vi aveva avvertito, cara premier e cari ministri. Bella soddisfazione battere tutti i record di durata dei governi della storia della Repubblica italiana per poi cadere sul traguardo come Dorando Petri.


di Dimitri Buffa