mercoledì 22 aprile 2026
La Marina militare italiana vuole fare la sua parte. Il capo dello Stato maggiore della Marina, Giuseppe Berutti Bergotto, è intervenuto in Commissione difesa alla Camera dei deputati. Il tema delle comunicazioni è stato lo stretto di Hormuz, e le criticità che andranno affrontate nel futuro prossimo. Soprattutto, quando la guerra sarà finita e il canale dovrà tornare pienamente operativo. “La Marina militare è pronta a effettuare un’operazione di sminamento, ovviamente queste operazioni devono essere fatte in una situazione non conflittuale perché sono molto delicate e come tutte le operazioni in aree delicate comportano dei rischi. “Il nostro compito è mantenere i rischi al minimo possibile, questo lo facciamo tramite la tecnologia molto avanzata”, ha esordito Bergotto. “Abbiamo sempre alcune navi pronte a partire secondo le indicazioni che riceviamo dal governo. Siamo pronti e preparati per questo lavoro. Ovviamente non c’è solo la minaccia delle mine, ma anche quella dei barchini generalmente usati dai pasdaran, che vanno sul traffico mercantile e lì è un’altra storia: dovremmo utilizzare delle navi per fare la scorta, ma intervenire in quella zona vuol dire intervenire quando la conflittualità è cessata”, ha aggiunto l’ammiraglio.
L’eventuale operazione nello stretto non sarebbe tuttavia condotta in solitaria. Secondo quanto spiegato da Bergotto, lo sminamento rientrerebbe verosimilmente in un quadro multilaterale, coinvolgendo partner della Nato o missioni coordinate dall’Unione europea. “Questo perché aiuta l’efficacia dell’operazione: c’è uno scambio di informazioni, ci sono più mezzi a disposizione e anche dal punto di vista internazionale c’è una maggiore sicurezza. Pertanto, credo che un intervento a Hormuz, anche se questa è una decisione del governo, possa essere sviluppato in un ambiente internazionale. Anche in Mar Rosso e nell’Oceano Indiano siamo all’interno di una coalizione e siamo lì come Europa, ma mi preme dire che ad oggi, in entrambe le operazioni, ci sono solo navi italiane”, ha spiegato Bergotto durante l’audizione parlamentare. Il vertice della Marina ha poi richiamato l’impegno operativo già in corso nelle aree più sensibili delle rotte commerciali globali, in particolare nel Mar Rosso e nell’Oceano Indiano, dove l’Italia ricopre attualmente un ruolo di primo piano nelle missioni internazionali di sicurezza marittima. “Nel Mar Rosso attualmente c’è soltanto la nostra nave, noi siamo Force commander, cioè siamo il comandante del Mare e agli inizi di maggio farà parte della forza anche una nave greca, però ad oggi c’è soltanto una nave italiana”, ha concluso Bergotto, evidenziando il peso operativo che la Marina italiana continua a sostenere nei teatri marittimi più delicati.
di Redazione