venerdì 17 aprile 2026
Venezia non è solo una cartolina immobile ma un motore geopolitico che rivendica il proprio ruolo di capitale della diplomazia e dello stato di diritto come emerso con forza durante il Festival Internazionale della Geopolitica Europea ospitato all’Auditorium Cesare De Michelis del Museo M9 di Mestre. In questo spazio dove la narrazione del Novecento si fonde con le istanze del terzo millennio il sindaco Luigi Brugnaro ha delineato una visione che scardina l’immagine della città-museo per proporre un modello di metropoli dinamica e attrattiva capace di competere con i poli globali dell’innovazione come Boston o Londra attraverso la forza del fare e della concretezza amministrativa.
La scommessa si gioca sulla costruzione di una realtà metropolitana integrata che abbraccia Padova e Treviso coinvolgendo un bacino potenziale di oltre due milioni e mezzo di abitanti per offrire servizi e infrastrutture all’altezza delle nuove generazioni trasformando il territorio in un laboratorio di multiculturalismo operoso dove il dialogo non è mai relativismo ma affermazione dei valori occidentali.
In un contesto globale segnato dal ritorno di barriere commerciali e tensioni ideologiche la Serenissima torna a indossare le vesti della diplomazia dei fatti richiamando la sua secolare tradizione di ponte tra l’Oriente e l’Occidente per porsi come bastione della legalità e della libertà individuale. Il soft power veneziano inteso come capacità di seduzione culturale e storica non viene più interpretato come una rendita di posizione, ma come una risorsa strategica per rinvigorire l’asse transatlantico e affrontare le sfide della sicurezza e della sostenibilità con la resilienza di chi ha sempre saputo navigare le acque agitate della complessità globale.
Mettere la persona al centro significa per l’amministrazione Brugnaro investire sulla vivibilità e sul divertimento intelligente di una città che vuole tornare a essere popolata da giovani talenti e professionisti attratti non solo dalla bellezza estetica ma da un sistema efficiente di trasporti e welfare.
Il messaggio lanciato dal palco dell’M9 Museum di Venezia Mestre è chiaro ed è un appello all’Europa affinché riscopra la propria identità attraverso modelli urbani capaci di coniugare la tutela delle radici storiche con una proiezione tecnologica e diplomatica d’avanguardia trasformando la laguna nel fulcro di una nuova stabilità democratica fondata sul rispetto reciproco e sulla forza tranquilla di una civiltà che non teme il confronto ma lo governa con pragmatismo.
di Domenico Letizia