Governo, Daniela Santanchè si è dimessa

mercoledì 25 marzo 2026


Daniela Santanchè si è dimessa da ministra del Turismo. Lo ha fatto inviando una lettera alla premier Giorgia Meloni. “Cara Giorgia – si legge nella missiva – ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione. Ti ringrazio per i riconoscimenti e per la fiducia che mi hai dimostrato in questi anni di guida del ministero del Turismo. Ho voluto (e spero mi capirai) che fosse pubblicamente chiaro che eri tu a chiedermi di lasciare questo ruolo perché, come ho sempre detto, mi sarei dimessa solo di fronte ad una tua esplicita e pubblica richiesta. Volevo fosse chiaro, per la mia onorabilità, che faccio un passo indietro, non dovuto solo di fronte alla richiesta che il capo del mio Partito ritiene utile e opportuna. Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale è immacolato e che per la vicenda della cassa integrazione non vi è nemmeno un semplice rinvio a giudizio”.

Il testo prosegue: “Ieri forse bruscamente (capirai il mio stato d’animo) ti ho rappresentato la mia non disponibilità ad una mia immediata dimissione perché volevo fosse separata sia dai commenti sul referendum perché non vorrei essere il capro espiatorio di una sconfitta che non è certo stata determinata da me, atteso anche il risultato in Lombardia e sinanche nel mio municipio. Volevo che le mie dimissioni inoltre fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato l’On Del Mastro che pure paga un prezzo alto. Chiarito questo non ho difficoltà a dire “obbedisco” e a fare quello che mi chiedi. Non ti nascondo un po’ di amarezza per l’esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri. Tengo di più alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento. Cari saluti. Daniela”.

Il Giornale ricorda i casi giudiziari che coinvolgono l’ex ministra: un processo per falso in bilancio, un’udienza preliminare per truffa all’Inps e tre indagini per bancarotta che presto potrebbero concludersi. La senatrice di Fratelli d’Italia è imputata davanti al Tribunale di Milano per i presunti conti truccati delle società della galassia Visibilia (Visibilia Editore spa, Visibilia Editrice srl e Visibilia srl) fra 2016 e 2022 assieme ad altri 15 fra manager e sindaci delle aziende. La prossima udienza è prevista per il 14 aprile per il controesame di Nicola Pecchiari, il commercialista e docente della Bocconi consulente tecnico dei pubblici ministeri Luigi Luzi e Marina Gravina con l’aggiunto Roberto Pellicano nel fascicolo nato da un’azione civile intentata dai piccoli soci di Editore spa, costituiti parte civile e che chiedono il risarcimento danni per aver visto crollare il valore della propria partecipazione azionaria.


di Duilio Vivanti