mercoledì 11 marzo 2026
Sul caso relativo alle dichiarazioni, in un dibattito televisivo, da parte di Giusi Bartolozzi, capo di Gabinetto del ministro Carlo Nordio, si è innescata una campagna di stampa che ha del surreale. È un fatto che boicottare con tutti i mezzi possibili le norme varate dal Governo Meloni in materia di immigrati clandestini e irregolari, da una minoranza organizzata e potente della magistratura politicizzata è, secondo le opposizioni, legittima in quanto esercitano il diritto divino di applicare le leggi secondo le loro convinzioni che sono spesso viziate dalla loro appartenenza politica. Quando loro partecipano a manifestazioni politiche pro immigrati lo fanno in veste di privati cittadini. Il problema sorge quando gli stessi magistrati decidono di non applicare nei tribunali le leggi che sono state approvate dall’organo costituzionale preposto ovvero il Parlamento che ha ricevuto, in regolari elezioni politiche, il mandato dal popolo sovrano. Le leggi approvate dal Parlamento, in Italia, sono sempre e comunque sub iudice nonostante le stesse norme per essere promulgate, dopo l’approvazione del Parlamento, devono passare il vaglio del presidente della Repubblica, che è il garante della Costituzione. Giusi Bartolozzi, anch’essa magistrato, in un dibattito in una televisione locale in Sicilia ha detto: “Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura… sono plotoni d’esecuzione”.

Per questa dichiarazione, la dirigente del Ministero di Giustizia è stata messa in croce da parte dei media schierati, a prescindere, con le opposizioni di sinistra, di estrema sinistra e gli scapigliati del Movimento 5 stelle. La stessa Bartolozzi è stata presa di mira da quella parte politicizzata della magistratura per il cosiddetto “caso Al Masri”. Procedimento penale intentato nei suoi confronti non avendo potuto perseguire: la presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni (caso archiviato dal Tribunale dei ministri); i ministri Carlo Nordio, Matteo Piantedosi e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano nei confronti dei quali la Camera dei deputati ha negato opportunamente l’autorizzazione a procedere. È possibile che Giusi Bartolozzi nella concitazione del dibattito televisivo sul referendum inerente la riforma costituzionale della giustizia si sia tolto qualche sassolino dalla scarpa? È l’unica colpita da un procedimento penale in quanto non è, nella funzione svolta al dicastero della Giustizia, coperta dalle prerogative di Governo e ministeriali. A mio modesto avviso la capo di Gabinetto del ministro Carlo Nordio non ha nulla di cui scusarsi!
di Antonio Giuseppe Di Natale