Ddl antisemitismo: il tradimento della sinistra

venerdì 6 marzo 2026


Il disegno di legge per combattere l’antisemitismo è passato in Senato. Nonostante l’appello di Liliana Segre, che aveva auspicato “un’ampia convergenza”, l’approvazione è arrivata grazie a 105 voti favorevoli. Ma ci sono stati 21 astenuti (del Pd) e ben 24 contrari (di Avs e 5 Stelle). Tutti nelle fila dell’opposizione. Perché?

Sarebbe un errore catalogare l’episodio come il classico scontro tra partiti. Perché se è vero che la proposta arriva dalla Lega, è anche vero che la legge sull’antisemitismo ha levato quel velo di ipocrisia che la sinistra ha sempre cercato di nascondere. Basti pensare alla lotta che Graziano Delrio, in quota Pd, ha dovuto combattere all’interno del suo stesso partito. Delrio che infatti ha votato sì al ddl insieme ai senatori Pd Valter Verini, Sandra Zampa, Pierferdinando Casini, Alfredo Bazoli e Filippo Sensi. Voto favorevole anche da parte di Iv e Azione.     

Il ddl approvato non prevede più il divieto di manifestazioni e le sanzioni penali inizialmente ipotizzate dalla Lega. Allo stesso tempo, però, viene adottata la definizione di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance (Ihra), accettata in tutta Europa.

E proprio questa definizione è alla base delle polemiche, infatti Pd, Avs e M5s avevano chiesto di abolirla.

Nel primo dei cinque articoli del ddl si legge: “La Repubblica italiana, in attuazione dell’articolo 3 della Costituzione, ripudia ogni forma di antisemitismo e promuove azioni per contrastarne la diffusione, nel rispetto delle libertà costituzionali di espressione, critica politica, riunione e associazione. In linea con la risoluzione del Parlamento europeo del 1° giugno 2017, viene adottata la definizione operativa di antisemitismo formulata dall’Assemblea plenaria dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto, che descrive l’antisemitismo come una percezione degli ebrei che può manifestarsi come odio nei loro confronti, attraverso atti verbali o fisici diretti contro persone, beni, istituzioni o luoghi di culto ebraici. Le istituzioni della Repubblica collaborano per prevenire e contrastare ogni atto antisemita, riconoscendolo come una minaccia alla convivenza civile, alla stabilità sociale e alla sicurezza pubblica”.

Insomma, non si tratta affatto di non poter criticare, anche aspramente, l’operato del governo di Israele. Si tratta di non giustificare o tollerare odio ingiustificato nei confronti di persone, solo perché ebree.

“Crediamo che questo provvedimento rompa un silenzio e una timidezza della cultura democratica di questo paese che non ha discusso abbastanza su questo problema”, ha detto Delrio.

Carlo Calenda ha dichiarato: “Trovo assurdo e ingiusto il mancato voto della sinistra a favore del Ddl antisemitismo che peraltro è identico a quello presentato dal Senatore Delrio. La deriva che questa sinistra oramai guidata dai 5S sta prendendo anche su un tema così delicato e importante è oggettivamente preoccupante. Serve costruire una vera alternativa liberal-democratica e popolare a questo bipopulismo”.

La vicepresidente del Parlamento europeo ed eurodeputata Pina Picierno ha esultato: “L’Italia ha finalmente una buona legge sull’antisemitismo. Grazie alla senatrice Segre per gli insegnamenti sempre preziosi e capaci di illuminare la strada che è giusto percorrere; a Graziano Delrio, che si è rifiutato di relativizzare l’odio come purtroppo accade sempre più spesso e che ha lavorato con coraggio avendo in mente un’idea di Paese: fondato sui diritti, sulla memoria e sulla dignità umana. Grazie”.

Con buona pace di tutti gli odiatori di professione, il testo a firma del leghista Massimiliano Romeo passerà ora alla Camera.


di Claudia Diaconale