“La Stampa” è stata ceduta al gruppo Sae

giovedì 5 marzo 2026


Finisce l’era Gedi. Inizia la fase governata dal Gruppo Sae. La firma del contratto preliminare sancisce la cessione del quotidiano La Stampa. È il via al processo che porterà sotto il controllo del nuovo editore la storica testata torinese fondata nel 1867 e per oltre un secolo punto di riferimento dell’informazione torinese e nazionale. La chiusura dell’operazione è prevista entro giugno a conclusione delle procedure sindacali e burocratiche previste. Si avvia, intanto, alle battute finali la lunga trattativa tra Exor, la holding degli Agnelli, e la famiglia greca Kyriakou, per la vendita ad Antenna group di tutta Gedi: qualunque sia l’esito, positivo o negativo, La Stampa passerà comunque a Sae. In via Lugaro, a Torino, dove ha sede il quotidiano diretto da Andrea Malaguti, ieri è stata una giornata difficile, carica di apprensione: subito dopo l’annuncio dell’accordo tra Gedi e Sae il Cdr, il sindacato interno del giornale, ha incontrato la redazione per un’informativa e poi ha avuto un lungo confronto con l’azienda. Dopodiché è stato proclamato lo sciopero. Per queste ragioni, il giornale oggi non è in edicola.

La cessione della Stampa comprende anche le testate collegate, le attività digitali, il centro stampa, la rete commerciale per la raccolta pubblicitaria locale, le attività di staff e di supporto alla redazione. L’acquisizione avverrà attraverso un veicolo di nuova costituzione, controllato da Sae, nel quale si prevede anche l’ingresso di investitori legati al territorio del Nord Ovest. Un elemento, quest’ultimo, sul quale non vengono date indicazioni più precise. Le due aziende spiegano che “l’esperienza maturata dal gruppo Sae, che opera nei settori dell’informazione e dei servizi di comunicazione a livello nazionale, costituisce una solida base per la realizzazione di un progetto editoriale sostenibile e di lungo termine. Il progetto – dicono – mira a garantire continuità nel posizionamento storico della testata, preservandone l’indipendenza editoriale e il profondo legame con il suo territorio”. L’annuncio della trattativa in esclusiva per la cessione del quotidiano da Gedi al gruppo Sae di Alberto Leonardis risale allo scorso gennaio. Sae è proprietario già di alcuni giornali locali come la Provincia pavese, il Tirreno, la Nuova Sardegna, la Nuova Ferrara, Gazzetta di Modena e Gazzetta di Reggio.

“Oggi – si legge in un comunicato del Cdr del quotidiano – non troverete il nostro quotidiano in edicola: la redazione della Stampa si è riunita in assemblea permanente. Quanto è accaduto e sta accadendo nelle ultime ore è uno strappo grave e senza precedenti nella storia del nostro giornale. Con la firma del contratto preliminare di cessione al gruppo Sae, il gruppo Gedi – si legge nella nota – compie l’ennesima dismissione di una stagione che ha già impoverito il panorama editoriale italiano. La Stampa, che da oltre un secolo rappresenta un presidio di informazione per il Nord Ovest e per l’intero Paese, viene ceduta senza che siano state fornite garanzie chiare e vincolanti a chi ogni giorno la realizza e ai lettori che la sostengono. È inaccettabile. Per la nostra testata si apre un futuro carico di incognite. L’operazione sarà perfezionata entro il semestre, ma a oggi non esistono impegni concreti su occupazione, salari, assetti organizzativi, linea editoriale e investimenti. Non una qualche pratica amministrativa da sbrigare, ma una rivoluzione che può compromettere identità, autonomia e qualità del nostro lavoro”.

Secondo Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi, “è la cronaca di una cessione annunciata. La Federazione nazionale della stampa italiana vigilerà con la dovuta attenzione e anche un rigore maggiore su ogni passaggio di questa cessione per numerosi motivi, ma essenzialmente perché è stata preceduta da indiscrezioni sulla consistenza economica del Gruppo acquirente, che ai tavoli sindacali dovrà dimostrare la capacità di pagare gli stipendi e mantenere l’occupazione tanto dei giornalisti quanto dei non giornalisti”. Di “zone d’ombra” parla Stampa romana. “Vigileremo sul piano industriale e sul mantenimento dei livelli occupazionali”, dice il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo. Anche la Regione Piemonte “segue con attenzione le vicende legate alla vendita del quotidiano La Stampa, patrimonio culturale del territorio” spiega il governatore Alberto Cirio. Solidarietà ai giornalisti dal leader della Fiom Michele De Palma e dalla Cisl. “Era una cosa nell’aria. Non entro in scelte di altri gruppi che hanno evidentemente le loro motivazioni”, taglia corto il presidente di Rcs MediaGroup, Urbano Cairo. Il sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini sta seguendo “la trattativa per la cessione di due testate storiche come La Stampa e La Repubblica. Ieri si è conclusa una prima parte concreta della cessione di un giornale che ha fatto la storia del nostro paese come La Stampa e riteniamo che tra pochi giorni si dovrebbe concludere anche la trattativa per La Repubblica. Il nostro impegno sarà quello di vigilare sui piani industriali e editoriali – ha aggiunto – ovviamente garantendo la massima indipendenza delle testate, dalla parte dei giornalisti, ma sempre cercando di fare in modo che il settore abbia un futuro migliore per tutti, un futuro di libertà”.


di Redazione