giovedì 5 marzo 2026
A proposito della presentazione (mancata) di Donna si nasce (e qualche volta lo si diventa)
È stata annullata la presentazione del volume di Adriana Cavarero e Olivia Guaraldo, Donna si nasce (e qualche volta lo si diventa), che si sarebbe dovuta tenere qualche giorno fa a Bologna presso il Centro di documentazione delle donne. Nel polverone di polemiche al vetriolo e commenti più meditati che sono circolati su quotidiani e social non sono state individuate le maggiori responsabilità della cancellazione dell’evento, responsabilità che a mio avviso non sono da imputare a Non una di meno. Leggo sulla pagina Facebook bolognese del movimento che, “con un evento di questo tipo noi non avremmo potuto fare altro che contestare”. Ciò alla luce non solo del contenuto del libro ma anche del profilo degli oratori (due, come si legge sulla locandina, oltre l’autrice, la moderatrice, le figure istituzionali e Clarice Carassi, presidente di Trama di terre, un Centro antiviolenza e per l’autodeterminazione delle donne), profilo che non avrebbe garantito il necessario contraddittorio.
Posizione certamente debolissima questa, che risponde purtroppo allo spirito del tempo, nient’affatto critico ma conformista e che pretende che su ogni questione debba essere data la parola a tutte le voci, a tutte le sensibilità. Posizione paternalista, inoltre, che implica un’assoluta sfiducia nei confronti del pubblico, considerato incapace di soppesare e vagliare, massa amorfa e instupidita di consumatori ai quali i relatori, derubricati a “piazzisti”, avrebbero tutti quanti il diritto di rifilare la propria “merce”. Mi domando cosa dovrebbe pensare ogni persona dotata di raziocinio se un domani, ad esempio, le società storiche dovessero affermare l’opportunità che in futuro qualsiasi convegno sulla Resistenza contempli la partecipazione di tanti relatori, politicamente orientati, quante furono le culture politiche che animarono la Liberazione (comunista, socialista, cattolica, azionista, repubblicana, liberale, monarchica).
Eppure, non è questo il punto più importante. La Non una di meno bolognese scrive che se la presentazione del libro non fosse stata annullata, avrebbe partecipato manifestando le proprie posizioni come “fatto tante altre volte in altri eventi per (essa) improponibili”. Qui noto un qualche margine di ambiguità ma proprio su questa il Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna, organizzatore dell’evento, avrebbe dovuto incalzare Non una di meno. Avrebbe dovuto chiedere all’associazione bolognese se questa fosse intenzionata a partecipare alla presentazione del libro, prendendo la parola per esplicitare le proprie ragioni, o a disturbare, di più, a impedire lo svolgimento della discussione. Laica Montanari, presidente di quel Coordinamento, ha invece preferito battere in ritirata, rinviando l’appuntamento a data da destinarsi a causa delle “parecchie contestazioni che abbiamo ricevuto dal collettivo Non una di meno”. Alle contestazioni e al fuoco (verbale) si risponde non arretrando ma difendendo la propria trincea. La Montanari ha scelto, non proprio onorevolmente, la fuga.
(*) Donna si nasce (e qualche volta lo si diventa) di Adriana Cavarero e Olivia Guaraldo, Mondadori, 516 pagine, 17,57 euro
di Luca Tedesco